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La canapa è una pianta dai mille utilizzi, della quale si usano praticamente tutte le parti: semi, fiori e fibre. Ha un ciclo di vita annuale, è un'infestante e come tale richiede poca irrigazione ed ha una crescita molto rapida, questo, oltre alla sostanziale inattaccabilità dai parassiti, la rende una coltivazione molto sostenibile da un punto di vista ambientale.

Utilizzare la canapa nell’edilizia porta quindi due tipi di vantaggi: si realizzano case ad alta efficienza energetica, che richiedono un basso quantitativo di energia per essere riscaldate e raffrescate, che comportano una bassa emissione di CO2 nell’atmosfera; si usano fibre naturali, cioè piante che sono estrattori di CO2 dall’atmosfera e che non rilasciano nell’ambiente materiali inquinanti nel ciclo produttivo e di trasformazione. Infine, si tratta di materiali altamente riciclabili che possono quindi essere riutilizzati con facilità al termine del ciclo vitale della casa, nel caso di eventuali riparazioni e sostituzioni.

Forse non tutti sanno che l’Italia fino a pochi decenni fa era il maggior produttore europeo di canapa. I semi venivano utilizzati per estrarre olio utile nelle produzioni alimentari e cosmetiche, la fibra veniva usata per realizzare tessuti e corde grazie alla sua grande resistenza a trazione, oltre che per altri oggetti di uso quotidiano. Solo di recente però questo materiale ha trovato un interessante impiego in edilizia dove vengono utilizzate sia le fibre che la parte legnosa della pianta (canapulo).

La fibra viene composta in materassini, che in base alla massa (peso specifico) e allo spessore hanno diverso potere isolante. Questi materassini possono essere inseriti in intercapedini delle pareti, possono essere utili per isolare solai, o inseriti nei tramezzi per isolare acusticamente gli ambienti, sia nelle nuove costruzioni che per il risanamento degli edifici esistenti.

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Il canapulo per essere utilizzato viene miscelato con calce naturale, si ottiene così un impasto che può essere usato per riempire muri a cassetta (gettando l’impasto in una cassaforma a perdere in legno o mattoni), costruire mattoni con alto potere isolante e realizzare intonaci isolanti di finitura.

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Il composto così realizzato, grazie alla presenza di silicio e cellulosa, ha caratteristiche utili in edilizia, sia in termini di isolamento termico, sia in termini di capacità di gestione dell’umidità, che viene assorbita lentamente e successivamente rilasciata, fungendo così da polmone funzionale alla gestione termoigrometrica della casa. Il silicio inoltre, miscelato alla calce, permette al prodotto di indurire per aderire con grande efficacia su ogni tipo di superficie, anche grazie alle qualità plastiche della calce.

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Nell’edilizia il canapulo è utilizzato da pochi anni, i prodotti che si trovano sul mercato non sono molti, ma le sperimentazioni sono molto interessanti.

In Toscana, lo studio di architettura Officina Abitare ha realizzato, in provincia di Prato, uno dei primi edifici in Italia interamente isolato in canapa.

Lo studio ha curato tutti gli aspetti del progetto e della realizzazione, seguendo le esigenze dei committenti, che avevano richiesto una casa ben isolata e priva di materiali allergici, quindi completamente naturale. Pavimento contro terra, pareti perimetrali e tetto sono isolati con un composto di canapa e calce.

L’involucro è stato progettato così da avere un unico strato di isolante che dalle fondazioni sale fino al colmo del tetto; la struttura portante è in legno e le finiture interne sono state realizzate con intonaci a calce naturale, garantendo così un’ottima traspirabilità delle pareti.

La casa è dotata di pochi ma funzionali impianti: una stufa a pellet collegata ai radiatori e un bollitore a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria. L’abitazione è priva di allaccio al gas, ed è dotata di piastre elettriche a induzione per la cottura dei cibi. Vista l’elevata efficienza dell’involucro, la Casa di Canapa è una Classe A, con una prestazione energetica globale Epgl=30,207 kWh/mqanno, ed i costi di costruzione sono uguali a quelli di una casa tradizionale, ma con risultati molto più efficienti.

La casa è stata realizzata da poco più di un anno, e i feed back di chi la abita sono molto positivi. Durante il passato inverno la stufa a pellet è stata accesa solo nei momenti di picco di freddo, e anche senza nessun tipo di riscaldamento la temperatura interna della casa non è scesa sotto i 18° C. Grazie all’isolamento in canapa, tutte le superfici si sono rivelate piacevolmente calde durante la stagione invernale, compreso il solaio di piano terra, determinando un elevato comfort abitativo.

Ma come detto la canapa può essere usata anche per il risanamento degli edifici esistenti. Si possono realizzare termo intonaci isolanti, oppure, se si ha un po’ più disponibilità di spazio, si possono realizzare delle contropareti o controsoffitti in cui inserire dei materassini. Il costo dell’intervento è contenuto, si ottiene un ottimo comfort interno e gli abitanti si trovano a contatto solo con materiali naturali e anallergici, che senza l’aggiunta di additivi o trattamenti chimici sono dei naturali fungicidi, che tengono così lontane le muffe dalle abitazioni.

È il caso di un risanamento in provincia di Siena. L’intervento è stato realizzato utilizzando materiali naturali e traspiranti: materassini di fibra di canapa, inseriti in un’intercapedine in cartongesso. Il consumo energetico dell’appartamento prima dell’intervento era di 193,5 Kwh/mqannuo, per una Classe energetica G,.

L’intervento ha permesso di migliorare le prestazioni fino a 86 Kwh/mqannuo portando la casa in classe D. Grazie alle lavorazioni completamente a secco l’intervento ha richiesto solo 3 settimane di lavoro.

Il fatto di accelerare le lavorazioni di cantiere, grazie alla posa a secco, è infatti un altro dei tanti vantaggi derivati dall’utilizzo della canapa.

La coltivazione della canapa si sta nuovamente diffondendo in Italia, e la maggiore disponibilità di materiale che si avrà nei prossimi anni dovrebbe abbassare ulteriormente il costo del materiale, considerato che ad oggi quasi tutta la materia prima utilizzata in edilizia viene importata dalla Francia.

Non resta quindi che continuare a sperimentare e diffondere l’utilizzo di questo ottimo materiale isolante.

Sara Bartolini

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