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clonazioneNo alla clonazione per gli animali da allevamento e alla vendita di nuovi prodotti alimentari ricavati da bovini, suini, caprini o equini clonati. La Commissione Europea ha presentato due proposte di legge contro la clonazione animale che dovranno essere esaminate dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, a cui si aggiunge una terza proposta legata al regolamento per i nuovi prodotti alimentari. Si prevede che possano entrare in vigore dal 2016.

È bene ricordare che, oggi come oggi, la clonazione non è utilizzata all’interno degli allevamenti di bestiame destinato alla produzione alimentare, ma esclusivamente nella ricerca scientifica. Due delle proposte avanzate dalla Commissione UE vieteranno l’uso delle tecniche di clonazione per gli animali da allevamento e le importazioni di animali clonati.

Il divieto riguarda inoltre la commercializzazione di prodotti alimentari derivati da cloni animali. La Commissione ha incentrato le proprie proposte sul benessere degli animali e sugli aspetti etici connessi all’impiego di una tecnica come la clonazione. Le proposte sono parte di una revisione del regolamento vigente per facilitare l’accesso di prodotti alimentari nuovi e innovativi nel mercato europeo, pur mantenendo un livello elevato di protezione dei consumatori.

Il commissario UE per la Salute Tonio Borg ha dichiarato: "L’odierna iniziativa sulla clonazione animale risponde in maniera realistica e attuabile alle preoccupazioni in materia di benessere degli animali, nonché alle percezioni dei consumatori in merito ai prodotti alimentari derivati da cloni animali. Le modifiche in materia di nuovi prodotti alimentari porranno in essere un sistema più efficace, che offrirà ai consumatori dell’UE il vantaggio di un’ampia scelta di prodotti alimentari, creando un contesto favorevole per il settore alimentare europeo".

Sulla base delle proposte presentate dalla Commissione, nell’UE non si effettuerà la clonazione a fini agricoli e non saranno importati animali clonati. Come comunicato dalla stessa Commissione, il primo progetto di direttiva prevede un divieto temporaneo di utilizzare le tecniche di clonazione negli animali da allevamento, nonché di immettere sul mercato cloni animali e cloni embrionali vivi. Il secondo progetto di direttiva garantisce che prodotti alimentari quali carne o latte derivati da cloni animali non siano immessi sul mercato dell’UE.

La clonazione non sarà tuttavia vietata per fini come la ricerca, la conservazione di razze rare e di specie minacciate di estinzione o l’uso di animali per la produzione di prodotti farmaceutici e di dispositivi medici, nei casi in cui l’uso di tali tecniche possa essere giustificato.

Per quanto riguarda i nuovi prodotti alimentari oggetto della terza proposta, cioè quei prodotti non ancora utilizzati in modo significativo per il consumo umano in UE prima del 1997, nell’ambito del progetto di regolamento essi saranno soggetti a una procedura di autorizzazione centralizzata a livello UE, più semplice, chiara ed efficiente. Sono previste disposizioni specifiche per favorire il commercio e per tutelare l’innovazione.

Si ricorda che un clone non è un OGM. Le tecniche di clonazione non migliorano le prestazioni di un animale. Ciò nonostante, gli allevatori possono valutare di ricorrere alla clonazione per aumentare la quantità del materiale riproduttivo (sperma o embrioni) di un animale di particolare pregio, secondo quanto comunicato dalla Commissione.

Inoltre, l’Efsa ha effettuato una valutazione scientifica dei rischi in materia di clonazione nel 2008 e ha concluso che non vi è alcuna indicazione di differenza sul piano della sicurezza alimentare tra la carne e il latte di cloni animali e della loro prole, e quelli degli animali derivati da metodi di riproduzione convenzionali. Tale parere è stato confermato nel 2009, nel 2010 e nel 2012.

La Coldiretti è intervenuta al riguardo definendo come doveroso lo "stop alla pecoda Dolly nel piatto", nel rispetto del volere della stragrande maggioranza dei cittadini italiani e europei, che ritengono la clonazione a fini alimentari insicura per le future generazioni, che non faccia bene alla salute e che sia innaturale secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro: "La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio da non correre, non accettabile dai consumatori, che pone problemi anche di natura etica nei confronti della biodiversità delle specie e della natura più in generale".

Le proposte legislative della Commissione saranno esaminate da altre istituzioni UE, tra cui il Parlamento europeo e il Consiglio, che prenderanno posizione in materia a tempo debito. In questa fase, si prevede che tali proposte legislative entreranno in vigore al più presto, probabilmente nel 2016.

Marta Albè

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