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pesca riformaVia libera dal 2014 alla nuova politica per la pesca dell’Unione Europea. Il pacchetto per la riforma della politica comune della pesca ha ricevuto l’approvazione del Parlamento Europeo. Comprenderà, tra gli obiettivi principali, le misure per fermare la pesca eccessiva e il divieto di rigetto in mare.

La riforma prevede una revisione delle norme di etichettatura, per migliorare l’informazione rivolta ai consumatori. La nuova legislazione promette di consentire una pesca più sostenibile e dovrebbe entrare in vigore dal 2014. Il problema principale che la riforma della politica comune affronterà è relativo alla continua pesca eccessiva.

Secondo la relatrice Ulrike Rodust, il Consiglio Europeo ora sarà costretto ad agire in modo sostenibile in sede di negoziazione delle quote di pesca. Per i pescatori sarà stabilito un rendimento sostenibile massimo. Ciò significa che non sarà possibile pescare più di quanto un determinato stock ittico possa riprodursi in un dato anno. Stabilire un limite dovrebbe permettere di ripristinare gli stock ittici e di mantenerli a livelli sufficienti per garantirne il rendimento sostenibile massimo.

Verrà fermata la pratica dei rigetti. Il Parlamento Europeo sottolinea che i pesci ributtati in mare, poiché appartenenti a specie indesiderate o di dimensioni ritenute non adeguate, rappresentano quasi un quarto del totale delle catture nell’Unione Europea. Si tratta di una pratica definita come inutile e dannosa, in quanto la maggior parte dei pesci scartati perisce.

Per porre fine alla pratica dei rigetti, i pescherecci dovranno sbarcare almeno il 95% di tutte le catture, in conformità con un calendario che fisserà date specifiche per ogni tipo di pesca. Il Parlamento Europeo interpreta tale requisito quasi come un divieto totale. L’adeguamento avverrà in modo graduale a partire dal 2015.

La riforma della politica comune della pesca prevede inoltre che il principio di sostenibilità venga applicato alle navi UE che pescano al di fuori delle acque comunitarie. I pescatori comunitari saranno in grado di pescare solo pesci in surplus dalle acque territoriali di Paesi terzi.

Verranno infine stabilite nuove norme di commercializzazione, che permetteranno ai consumatori di essere più e meglio informati circa il pesce che acquisteranno. Le etichette forniranno maggiori dettagli sulla zona di cattura o sul tipo di attrezzo utilizzato. Le aziende e le realtà coinvolte nel commercio di prodotti ittici dovranno dunque adeguarsi di conseguenza. Sarà necessaria l’approvazione in seconda lettura della posizione del Parlamento Europeo prima che la legislazione possa essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea.

Marta Albè

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