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tonno rosso pesca intensiva

L’Italia sta favorendo la pesca intensiva del tonno rosso? Il Governo continua a privilegiare nella ripartizione delle quote di tonno rosso i pescherecci a circuizione, cioè quei sistemi di pesca che hanno un impatto maggiore sugli stock ittici.

Ciò avviene nonostante l’aumento del 20% concesso all’Italia dall’Unione Europea per il 2017 per quanto riguarda le quote di pesca. Per preservare gli stock ittici la ripartizione tra i diversi sistemi di pesca andrebbe cambiata, secondo quando affermano i deputati del Movimento Cinque Stelle nella Commissione Agricoltura:

“Se il nostro Paese potrà pescare il 20 per cento in più di tonno rosso nel prossimo anno, equivalente a circa 600 tonnellate in più (passando così dalle 2.752,56 tonnellate concesse del 2016 a 3.304,82 tonnellate), e se viene mantenuta l'attuale flotta (composta da 12 pescherecci a circuizione, 30 palangari e 6 tonnare fisse), perché dovrebbe restare la stessa ripartizione?” – ha spiegato la deputata Silvia Benedetti.

Una suddivisione che, attribuendo oltre il 74% delle quote ai pescherecci a circuizione, continua a favorire quei sistemi di pesca che, non solo sfruttano maggiormente i nostri mari, ma non creano alcun indotto sul territorio.

Se la situazione rimane tale e quale a quella attuale, ai palangari resta meno del 14%, alle tonnare fisse 8,45%, alla pesca sportiva lo 0,47% con un restante 3,19% non ripartito.

Secondo la deputata Benedetti, ancora una volta il Governo si trincera dietro il solito ‘ce lo chiede l’Europa’, dunque dietro una ripartizione stabilita sulla base di impersonali parametri tecnici.

“La vicenda dell’indicazione d’origine in etichetta per il latte e i prodotti lattiero-caseari ci insegna che quando l’Italia vuole, può imporsi in Europa. Perché non fare lo stesso con le quote di tonno rosso redistribuendole tra le Pmi della pesca favorendo così le economie locali dei nostri territori e tutelando gli ecosistemi?” – ha concluso la deputata.

Dato che esistono delle soluzioni per tutelare gli stock ittici, perché l’Italia non dovrebbe intervenire proprio in questo senso?

Marta Albè

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