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pesca a strascico

Stop alla pesca a strascico sotto gli 800 metri. I negoziatori del Parlamento Europeo e del Consiglio dei ministri dell’UE hanno trovato un accordo per vietare la pesca a strascico nelle acque profonde, oltre gli 800 metri.

L’accordo è stato raggiunto a Bruxelles il 30 giugno 2016, una data che viene già considerata come un giorno di festa per il mare. Finalmente l’UE è giunta a un provvedimento che ha come obiettivo principale la protezione di un habitat molto fragile.

Nelle acque profonde gli stock ittici si riducono sempre di più e la presenza di specie fragili come spugne e coralli è a rischio. I negoziati per raggiungere questo compromesso hanno richiesto quattro anni di lavoro. La conferma arriverà quando le diverse istituzioni europee che si interessano di questo ambito daranno la propria approvazione.

Le reti da strascico vengono del tutto messe al bando al di sotto degli 800 metri nelle acque dell’Unione Europea. Ci sono poi delle zone vulnerabili dove il limite per la pesca a strascico arriva a 400 metri di profondità. L’UE inoltre chiude le aree in cui è nota o probabile la presenza di ecosistemi marini vulnerabili.

Ai pescatori viene richiesto di rendere conto del numero di coralli o di spugne catturati. Se questo numero dovesse superare i limiti, i pescatori avranno l’obbligo di spostare la propria attività in altre zone.

In prima fila pronte ad accogliere i risultati positivi raggiunti fino ad ora troviamo le associazioni ambientaliste europee che si occupano della difesa del mare e degli ecosistemi. Secondo la Deep Sea Conservation Coalition:

"Questo accordo va nella giusta direzione del rispetto degli impegni presi dall'UE in ambito internazionale presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della loro applicazione per proteggere gli ecosistemi marini europei di profondità", ha dichiarato Matthew Gianni.

Ora la richiesta è di attuare con urgenza e rigore questo regolamento con un’esortazione all’UE affinché possa collaborare con gli altri Paesi per migliorare la protezione degli ecosistemi in profondità nelle acque internazionali. Inoltre, secondo la Deep Sea Conservation Coalition, è necessario impostare su base scientifica i limiti di cattura di tutte le specie pescate nelle acque profonde dell'Atlantico nord-orientale.

Lo scorso novembre il Lussemburgo ha avviato i negoziati, mentre si trovava alla presidenza dell’UE, ora l’Olanda li ha conclusi.

"In questi anni, centinaia di scienziati e centinaia di migliaia di cittadini europei hanno chiesto a gran voce di porre dei limiti alla distruttiva pesca a strascico di profondità. Accogliamo con favore la decisione del Consiglio e del Parlamento europeo che ha tenuto conto di questa richiesta. Ringraziamo inoltre la Commissione per l’attenzione posta alla conservazione delle acque profonde, e ci congratuliamo con la presidenza lussemburghese e con quella olandese per aver garantito quest’accordo" - ha detto Uta Bellion, direttore del programma marino europeo del Pew Charitable Trusts.

L’accordo appena raggiunto dovrà essere approvato formalmente prima dalla Commissione pesca UE e dal Coniglio dei ministri europei per poi ricevere il via libera definitivo durante la prossima Assemblea plenaria a novembre 2016.

Marta Albè

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