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John West, azienda che rappresenta il marchio più importante del Regno Unito nella produzione di tonno in scatola, è stata accusata di non mantenere gli impegni presi a favore della pesca sostenibile.

Nel 2011 l’azienda aveva promesso che il suo tonno sarebbe diventato sostenibile al 100% entro il 2016, ma la società sta ancora utilizzando dispositivi di aggregazione per la pesca all’interno della propria flotta.

Si tratta di vere e proprie pratiche distruttive per la cattura dei tonni. Nell’ultima classifica sulla sostenibilità del tonno in scatola stilata da Greenpeace, l’azienda si colloca all’ultimo posto, dato che il 98% del suo tonno viene catturato con dispositivi di aggregazione che uccidono gli animali marini e mettono in pericolo specie in via d’estinzione come squali e tartarughe.

Secondo Greenpeace, l’azienda non può essere considerata sostenibile e non sta rispettando gli impegni presi in precedenza. Ai primi tre posti della classifica per l’impegno nella pesca sostenibile tra le aziende del Regno Unito troviamo Waitrose, Mark & Spencer e Sainsbury.

John West ha risposto alle accuse di Greenpeace sostenendo di essere impegnata nella tutela dell’ambiente marino e nell’approvvigionamento sostenibile di tonno e di voler mantenere gli impegni dichiarati nel 2011.

Greenpeace però ha ribattuto che al momento il tonno di provenienza sostenibile messo in vendita dall’azienda riguarda soltanto il 2% del totale, una percentuale davvero bassa che fa comprendere quanto sia necessario un impegno maggiore per cambiare rotta e modificare i metodi di pesca attuali.

Inoltre, Greenpeace sottolinea che i maggiori supermercati del Regno Unito, tra cui troviamo anche Tesco, hanno raggiunto l’importante obiettivo di vendere tonno in scatola sostenibile recante il proprio marchio.

John West, invece, secondo l’associazione ambientalista continua a portare avanti metodi di pesca insostenibili e non si impegna a sufficienza per la protezione dei mari, dimostrando la propria irresponsabilità. I consumatori del Regno Unito, sempre più attenti alla sostenibilità, potrebbero smettere di dare la propria preferenza a John West a favore di marchi molto più sostenibili.

Marta Albè

Fonte foto: WWF

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