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mangimi no ogm

Ogm nei mangimi, in Italia nasce un nuovo marchio per i mangimi biotech free. Ad Expo 2015 Consorzi Agrari d'Italia (CAI) ha appena presentato il marchio Mangimi No Ogm, ideato per rispondere alle esigenze dei consumatori in Italia, in Europa e nel mondo.

Il mercato dei mangimi senza Ogm negli ultimi tre anni in Italia è cresciuto del 15%, nonostante la crisi. I Consorzi Agrari aderenti al CAI hanno deciso di convertire tutti i mangimi dici alla produzione di mangimi senza Ogm per tutelare il patrimonio alimentare Made in Italy.

Per il 2015 si prevede la produzione di 280 mila tonnellate di mangimi senza Ogm che verranno commercializzati con il marchio dei Consorzi Agrari d'Italia. I Consorzi Agrari aderenti al CAI rappresentano circa l'8% della quota produttiva totale nazionale. La sensibilità verso il problema degli Ogm nei mangimi destinati agli animali da allevamento sta crescendo.

A partire da questa opportunità gli allevatori potranno decidere di distinguere e di valorizzare le loro produzioni e i cerealicoltori potranno accorciare le filiere a favore delle produzioni locali e di qualità, sull'intero territorio nazionale.

L'obiettivo principale riguarda la valorizzazione dell'identità territoriale nazionale, per favorire una produzione alimentare che sia libera da Ogm per quanto riguarda mangimi e di conseguenza i prodotti alimentari ricavati negli allevamenti.

Accanto all'obiettivo di tutela non manca comunque una vera e propria operazione economica: "Recenti studi dimostrano che la disponibilità a pagare di più per prodotti Ogm Free è spesso elevata e raggiunge negli Usa in media tra il 14% e il 21%" - ha affermato il professor Felice Adinolfi.

Ha inoltre sottolineato che i valori sono più elevati per la carne per la quale i consumatori statunitensi spenderebbero 7 dollari in più al chilo per averla certificata come proveniente da alimentazione priva di Ogm.

Infine, il progetto viene descritto come un percorso di trasparenza unico in Europa per rispondere alle nuove domande che vengono dal mercato. I Consorzi Agrari di CAI con questa scelta si pongono l'obiettivo di diventare leader di mercato nello specifico settore.

Marta Albè

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