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cereali fermentati birrifici allevamenti fdaI birrifici Usa non potranno più condividere con gli allevatori di bestiame i cereali fermentati. L’Fda ha proposto uno stop. Si tratta di una pratica antica, oltre che di un modo efficiente per l’industria della birra di riutilizzare gli scarti. Negli Stati Uniti i cereali fermentati vengono impiegati da decenni come mangime per animali.

Secondo Chris Thorne, portavoce del Beer Institute, si tratta di una consuetudine che non ha mai causato incidenti o rischi per la salute umana. Secondo quanto comunicato da Thorne, la sua associazione presenta un cauto ottimismo sulle future decisioni dell’Fda. Alcuni legislatori si sarebbero infatti mostrati ricettivi rispetto alle preoccupazioni dell’industria della birra.

Al momento, 13 senatori sarebbero scesi in campo per fermare la proposta dell’Fda. Il senatore Mark Udall ha inviato una lettera aperta al commissario dell’Fda Margaret Hamburg per preservare il rapporto tra produttori di birra e allevatori. La pratica di donare i cereali fermentati agli allevatori rientrerebbe tra le azioni sostenibili che l’industria della birra può mettere in pratica per ridurre il quantitativo di rifiuti da smaltire nelle discariche.

La collaborazione tra produttori di birra e allevatori permetterebbe di riutilizzare in modo sostenibile un sottoprodotto altrimenti inutile. Secondo quanto sottolineato da Udall, l’impiego dei cereali fermentati come mangime per gli animali non compromette la sicurezza alimentare, sulla base di quanto emerso dai dati raccolti dall’Usda per decenni.

Le aziende agricole traggono importanti benefici dalle donazioni di cereali fermentati. Ad esempio, Krainick Dairy ne raccoglie tra 3 e 4 milioni di chili da 11 fabbriche di birra e 4 distillerie e li utilizza per alimentare 1000 mucche. Se la proposta avanzata dall’Fda entrasse in vigore, i birrifici dovrebbero gestire un quantitativo incalcolabile di cereali come rifiuti, con elevati costi da affrontare.

Le norme proposte dall’Fda in materia di mangimi potrebbero portare ad un aumento dei costi e delle difficoltà nel trasporto di granaglie, oltre che nel loro smaltimento nelle discariche. Ciò innescherebbe un circolo ben poco virtuoso dal punto di vista economico ed ambientale, soprattutto perché il loro impiego negli allevamenti è ritenuto del tutto sicuro.

Marta Albè

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