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coldiretti olio di palmaOlio di palma nei biscotti, nelle merendine e nel latte per neonati. Si parla ormai di una vera e propria invasione in Italia. Nel nostro Paese le importazioni di olio di palma sono aumentate del 19% nell'ultimo anno e di ben dieci volte da 15 anni a questa parte.

L'olio di palma attira le aziende alimentari per via dei costi davvero contenuti e tende a sostituire un ingrediente di produzione italiana che potrebbe contribuire a risollevare la nostra economia: l'olio extravergine d'oliva.

L'allarme sull'invasione di olio di palma nei biscotti e in altri prodotti destinati all'alimentazione dei bambini e non solo giunge dalla Coldiretti che delinea la dipendenza dell'industria alimentare italiana da questo ingrediente, dati alla mano.

Dallo scorso dicembre le aziende si sono dovute adattare all'introduzione della legislazione comunitaria che indica l'obbligo di specificare in etichetta la natura degli oli utilizzati per la fabbricazione di prodotti alimentari confezionati, olio di palma compreso.

Le proteste dei cittadini e delle associazioni hanno portato all'indicazione dell'olio di palma nelle etichette di biscotti, merendine e altri prodotti alimentari che lo contengano, ma l'azione delle lobby continua a far sentire il proprio peso, come sottolineato dalla Coldiretti.

Infatti, ecco la decisione dell'Unione Europea di ricorrere all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) per la costituzione di un comitato di arbitraggio riguardo ad alcuni dazi di importazione della Russia, che ritiene eccessivi per diversi prodotti tra i quali l'olio di palma. In altre parole – come denuncia la Coldiretti - l'Unione Europea decide di intervenire per far aumentare le importazioni di un prodotto di dubbia qualità che peraltro fa concorrenza sleale al burro e all'olio extravergine di oliva europei, sostituendoli nei biscotti, nelle pizze, nella panetteria, industriale ed artigianale

Secondo Coldiretti si tratta di una decisione paradossale dato che i produttori agricoli dell'Unione Europea sono strangolati da mesi di embargo russo che hanno provocato direttamente solo all'Italia più di 50,7 milioni di euro di mancate esportazioni agroalimentari in soli 4 mesi, da agosto a novembre, più un calo generalizzato dei prezzi sui mercati di tutta Europa per i prodotti colpiti dall'embargo e per quelli che, anche indirettamente, possono essere considerati sostituti.

L'enorme sviluppo del mercato dell'olio di palma sta portando al disboscamento selvaggio di vaste foreste senza dimenticare l'inquinamento provocato dal trasporto a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione. Olio di palma nei biscotti e in altri prodotti alimentari, le aziende italiane, biologiche e convenzionali, non riescono davvero a farne a meno? Sostituire l'olio di palma con olio extravergine favorirebbe l'utilizzo di un ingrediente locale e di qualità, simbolo del Made in Italy.

Marta Albè

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