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supermercati sprechi alimentari dipendenti ukSprechi alimentari nella grande distribuzione, la riduzione inizia dai comportamenti virtuosi dei dipendenti tra le mura domestiche. L’Institute of Grocery Distribution (IGD) ha dato il via ad una campagna per incoraggiare i dipendenti dei negozi di alimentari a ridurre gli sprechi di cibo nella loro vita quotidiana.

Il progetto verrà condotto in collaborazione con WRAP. Fornirà ai dipendenti consigli e metodi per ridurre gli sprechi alimentari. Saranno inclusi diari degli sprechi, tabelle per pianificare i pasti, ricette con gli avanzi e un invito a prendere parte al Leftover Lunch Day.

Si svolgerà durante il mese di ottobre e cercherà di coinvolgere circa 650 mila lavoratori di 107 società. IGD ospiterà nove tavole rotonde in Inghilterra per discutere degli sprechi domestici con il settore alimentare. I risultati di questi eventi, insieme ad altre ricerche, saranno utilizzati per compilare una relazione nel 2015.

Richard Swannell, direttore di WRAP, ha dichiarato: "Questa campagna è una grande opportunità per mobilitare ulteriori azioni da parte di coloro che lavorano nel settore, a favore del risparmio e delll'ambiente".

Joanne Denney-Finch, amministratore delegato di IGD, ha dichiarato: "Sono entusiasta che le aziende di tutte le dimensioni stanno sostenendo questa campagna, dimostrando la loro serietà nell’ affrontare il tema dello spreco di cibo nelle case. Attraverso questa iniziativa, la collaborazione e la forza del nostro settore, abbiamo il potenziale per dare vita a un impatto sostanziale nella riduzione dei rifiuti alimentari domestici nel Regno Unito ".

Lo scorso giugno WRAP ha rivelato i propri dati sullo spreco alimentare: i cittadini britannici gettano tra i rifiuti l’equivalente di 2,4 miliardi di sterline all’anno in alimenti che potrebbero risultare ancora normalmente commestibili.

In precedenza, i dati sulla sicurezza alimentare nel Regno Unito hanno suggerito che anche i supermercati hanno un ruolo nel favorire gli sprechi alimentari, non solo le famiglie: fino al 40% dei prodotti commestibili disponibili viene rifiutato dai negozi di alimentari per via dell’aspetto imperfetto. L’impegno contro gli sprechi alimentari non dovrebbe riguardare soltanto la vita domestica dei dipendenti dei supermercati e i cittadini in generale, ma soprattutto le catene della grande distribuzione e le loro scelte di acquisto presso i fornitori.

Marta Albè

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