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mais ogm 1507 commissione europeaMais Ogm 1507, la decisione per la sua autorizzazione passa alla Commissione Europea. Il Consiglio Europeo si è riunito oggi a Bruxelles per esprimere il proprio parere riguardo l’introduzione in UE del mais Ogm 1507 di Dupont Pioneer. Durante il dibattito non è emersa una maggioranza qualificata a favore o contro gli Ogm.

Un cospicuo numero di Stati UE si è espresso in modo contrario all’introduzione del nuovo mais Ogm, ma le astensioni hanno condotto a rimettere la decisione nelle mani della Commissione Europea, che potrebbe ritirare o modificare la sua proposta favorevole all’autorizzazione del mais 1507 entro domani.

Ciò che si teme, è che la Commissione possa adottare automaticamente il via libera al nuovo mais Ogm, in assenza di un voto favorevole o contrario, proprio perché lo stato attuale delle normative europee lo permetterebbe. La volontà della Commissione non rispetterebbe però il parere contrario agli Ogm espresso da numerosi Stati europei.

Non solo: qualsiasi mossa adottata dalla Commissione stessa potrebbe risultare illegale. A comunicarlo è Greenpeace, che sottolinea come la Commissione abbia agito in modo irregolare per quanto riguarda la questione mais 1507, proprio come già era avvenuto due mesi fa per quanto riguarda la patata Ogm Amflora di Basf.

Una possibile approvazione del nuovo mais Ogm, contro la volontà degli Stati europei, sarebbe illegale. Nel caso della patata Amflora, era intervenuta la Corte di Giustizia Europea, che aveva bloccato la decisione della sua introduzione approvata dalla Commissione Europea nel 2010. La Commissione aveva modificato la propria proposta senza sottoporla al vaglio degli esperti e, secondo quanto rivelato da Greenpeace, ha ripetuto le stesse infrazioni procedurali con il piano di approvazione del mais 1507.

La Commissione ha violato le leggi europee, forzando il processo di autorizzazione del mais Ogm. Già lo scorso gennaio una larga maggioranza del Parlamento Europeo aveva fatto appello alla Commissione affinché ritirasse la proposta di autorizzazione.

"La Commissione non può ignorare le preoccupazioni di carattere scientifico, politico e legale provenienti da una vasta maggioranza di Paesi membri, dai due terzi del Parlamento Europeo, e da gran parte dei cittadini europei. È molto probabile che la Corte di Giustizia Europea annulli un'eventuale autorizzazione del mais 1507 - se portata in giudizio - come fece con la patata Ogm Amflora. La Commissione deve imparare dai suoi errori e smettere di infrangere le regole che garantiscono la sicurezza delle coltivazioni in Europa" - ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia.

L’Efsa ha già riconosciuto la tossicità del mais Ogm 1507 per farfalle e falene e ha evidenziato possibili carenze nei test condotti. Il mais 1507 è stato modificato per produrre la tossina BT, letale per alcuni parassiti. Il prodotto, commercializzato negli Usa da Dupont Pioneer, è inoltre stato modificato per risultare resistente all’erbicida glufosinato, che sarà vietato nell’Unione Europea entro il 2017.

Nonostante ben 19 Paesi UE, Italia compresa, abbiano votato contro gli Ogm in Europa, vi è il rischio che l’introduzione del mais 1507 avvenga comunque, se la Commissione Europea si muoverà in tal senso. L’ultima parola spetta proprio alla Commissione, come ha sottolineato Legambiente:

“Dopo il voto di oggi del Consiglio – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - diventa prioritario includere tra le priorità del prossimo semestre italiano di presidenza dell’Unione europea l’approvazione del regolamento di modifica della direttiva 2001/18, in modo da consentire agli stati membri il diritto di vietare sul proprio territorio la coltivazione di OGM anche per ragioni socio-economiche. Un diritto imprescindibile per garantire la sicurezza e la qualità dell’agricoltura italiana”.

Nemmeno oggi, con 19 intenzioni di voto contrarie, 5 favorevoli e 4 astensioni, è emersa la maggioranza sufficiente per autorizzare o meno la coltivazione di questo mais, il che porterà a un nuovo stallo, ha sottolineato Slow Food Italia, che ha inoltre aggiunto: “Accogliamo con soddisfazione la decisione dell’Italia, che si è schierata contro la coltivazione di Ogm sul nostro territorio, ma questo deve essere solo un primo passo. Ciò nonostante, ancora una volta non si è raggiunta una posizione chiara a livello europeo, quindi il problema è solo rinviato”.

La votazione apre comunque scenari interessanti dal punto di vista politico e giuridico perché se la Commissione, che di fatto ha la responsabilità di assumere una decisione finale, ignorerà l’opinione pubblica e il parere del Parlamento e della maggioranza del Consiglio, sapremo perlomeno di trovarci di fronte a una contraddizione senza precedenti, come ha ricordato Slow Food Italia.

Il voto contrario all’autorizzazione trova fondamento anche nelle forti lacune della valutazione dei rischi effettuata dall’Efsa non solo su lepidotteri e specie acquatiche, ma soprattutto per quanto riguarda la tolleranza del mais 1507 al glufosinato ammonio, caratteristica che porta ad un maggiore impiego di questo pericoloso erbicida. Il glufosinato, infatti, è classificato come tossico per la riproduzione e rientra quindi tra i criteri di esclusione previsti dal regolamento comunitario 1107/2009. Per il rinnovo dell’autorizzazione al glufosinato bisognerà attendere il 2017.

Marta Albè

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