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agricoltura sostenibile buone praticheUn’agricoltura più sostenibile è davvero possibile? La campagna Food We Want per promuovere un’agricoltura a minor impatto ambientale delinea tre buone pratiche destinate all’allevamento e alla coltivazione di foraggio, legumi e cereali come il riso.

La campagna di sensibilizzazione è finanziata dall’Unione Europea e si svolge in Paesi dell’UE, Italia compresa, e dell’Africa (Kenya, Mozambico, Tanzania) con l’obiettivo di promuovere soluzioni comuni e stimolare un dibattito sulla produzione del cibo del futuro, ad esempio attraverso le seguenti tecniche agricole.

1) Zero Grazing

Zero Grazing, o per meglio dire “Zero Pascolo”, è una pratica che riguarda la gestione degli allevamenti di bovini da latte. Viene proposta per le aree in cui il terreno disponibile è scarso e gli animali allevati non possono essere portati al pascolo. La fertilità dei suoli, per quanto riguarda i terreni da coltivare, viene alimentata ricorrendo al letame. Gli animali vivono in apposite stalle, dove viene loro somministrato il cibo. Il mangime raccomandato agli allevatori e agli agricoltori che adottano questa pratica prende il nome di Pennisetum purpureum, un’erba perenne originaria dell’Africa tropicale. È facile da coltivare, ricresce rapidamente ed è molto produttiva. Per incrementare la produzione di latte, si consiglia di scegliere i bovini delle razze più produttive e di arricchire il foraggio con supplementi proteici provenienti da altre coltivazioni, come i legumi.

2) Push-Pull

Si tratta di un metodo di lotta integrata ai parassiti per ridurre l’impiego di pesticidi. Si utilizzano speciali coltivazioni che servono da repellenti per gli insetti considerati dannosi (Push) e coltivazioni trappola che li attirano in modo che possano essere catturati più facilmente (Push). È una tecnica che permette di tenere a bada gli insetti più dannosi per i raccolti e allo stesso tempo di incrementare la fertilità dei terreni. Le coltivazioni repellenti per gli insetti, disposte ai campi da proteggere, permettono che i raccolti non vengano rovinati dagli attacchi dei parassiti.

3) SRI

L’SRI, o System of Rice Intensification, è una tecnica che permette di incrementare la produizione del riso per rispondere alla domanda mondiale messa a punto dal padre gesuita Henry de Laulaníe, in Madagascar nel 1983. Il sistema di intensificazione del riso coinvolge differenti conoscenze legate alla coltivazione del riso, combinati in sinergia per migliorare la crescita delle piante e risparmiare sulle porzioni di terreno occupate e sulla quantità d’acqua necessaria per le coltivazioni. Il sistema permette agli agricoltori delle zone rurali più povere del mondo di incrementare i propri guadagni e migliorare le condizioni di vita della famiglia di provenienza.

Marta Albè

GreenBiz.it

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