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riforma pac approvata parlamento europeoÈ ufficiale, il Parlamento Europeo, riunito dal 18 novembre in sessione plenaria a Strasburgo, ha approvato nella giornata di oggi la Riforma della Pac 2014-2020. La speranza è che la riforma della politica agricola comune possa realmente contribuire a rendere l'agricoltura europea più sostenibile e rispettosa dell'ambiente, favorendo nel contempo l'occupazione giovanile.

La comunicazione dell'approvazione giunge direttamente da Strasburgo. Il Parlamento Europeo ha approvato l'accordo raggiunto con il Consiglio sulla riforma che riguarderà tutti i Paesi UE. Ci si attende una maggiore tutela degli agricoltori, che dovranno proseguire ad affrontare le sfide del mercato in tempi di crisi, accanto ad una equa distribuzione dei fondi europei.

La riforma è stata approvata a grande maggioranza. La votazione ha riguardato tutti e cinque i testi che raccolgono le regole per la nuova Pac. Ciò che appare già certo, è che nel corso dei prossimi 7 anni l'Italia potrà beneficiare di fondi europei per un totale di 33,4 miliardi di euro. È necessario tenere conto di come la Pac rappresenti la principale voce di spesa del bilancio pluriennale dell'Unione Europea. Il 40% dei fondi disponibili saranno infatti destinati proprio alla riforma delle politiche agricole.

I fondi dovranno essere impiegati anche per la creazione di aree ad interesse ecologico, per la conservazione dei pascoli permanenti e per la tutela del territorio rurale, oltre che per il suo sviluppo. I singoli Stati progetteranno i propri piani d'azione basandosi sulle misure disponibile a livello europeo.

Tra le maggiori novità troviamo la cancellazione delle quote di produzione. Dal 2015 spariranno le quote latte, mentre le quote zucchero saranno abolite dal 2017. La Pac comprende misure favorevoli per i giovani agricoltori, con la fornitura di un 25% in più nei pagamenti aggiuntivi per i primi 25-90 ettari. Inoltre, i piccoli agricoltori potrebbero ricevere una maggiore quantità di denaro, mentre le aziende agricole più grandi, che ricevono oltre 150 mila euro, vedranno i loro contributi ridotti del 5%. Stop al doppio finanziamento: non sarà consentito pagare gli agricoltori due volte per aver posto in essere azioni di tutela dell'ambiente.

World Farmers' Organisation (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori) è intervenuta per sottolineare l'attenzione rivolta ai giovani dalla nuova Pac, che ha portato sul banco delle trattative il riconoscimento di alcune tematiche legate alle nuove imprese agricole e all'occupazione giovanile.

"Come si sta verificando da tempo, infatti, il ritorno alla terra da parte delle nuove generazioni è ormai un fenomeno in crescita" - ha dichiarato l'Organizzazione Mondiale degli Agricoltori. "Un orientamento che non costituisce più un ripiego, ma un'opportunità professionale che i giovani stanno scegliendo sempre più di cogliere. È per questo che dobbiamo sostenerli e incentivarli con politiche di supporto che possano favorire la loro riuscita e lo sviluppo di un'agricoltura più giovane".

La riforma della Pac ora è realtà. È dunque necessario dare inizio al vaglio della sua attuazione in Italia, come ha ricordato Franco Verrascina, presidente di Copagri. Mentre altri Stati esteri si starebbero già muovendo in proposito, l'Italia risulterebbe ancora ferma ai blocchi di partenza. Ora che l'approvazione è ufficiale, è tempo di agire, nonostante i tagli e le difficoltà:

"Con il voto di oggi del Parlamento Europeo la riforma della PAC è una realtà. Continuare a disquisire su come poteva essere è un esercizio che va lasciato alle spalle. Ora bisogna solo concentrarsi sull'analisi di quello che abbiamo a disposizione e vagliare l'attuazione in Italia. All'estero c'è già chi si sta muovendo in tal senso, al nostro interno siamo ancora ai blocchi di partenza, dai quali dobbiamo sganciarci rapidamente e partire con la concertazione. I tagli sono un dato di fatto, non siamo certo più alla PAC dei primi anni '80, finanziata dal 70% del bilancio di spesa UE, e contrazione c'è anche rispetto all'impianto in scadenza, ma si può fare bene. Occorre trovare la quadra che consenta di valorizzare al meglio il potenziale dell'agricoltura italiana e permettere ai nostri produttori di prendere presto confidenza con le nuove misure e cogliere le opportunità esistenti".

Il processo di riforma della Pac aveva preso il via grazie all'intervento del Parlamento Europeo a partire da giungo 2010. La fase finale è stata raggiunta tre anni dopo, nel giugno 2013, dopo una profonda serie di negoziazioni. Stabilito un accordo tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione UE, si è dunque giunti ad una votazione finale, che comprende le regole del regime transitorio per il 2014.

Marta Albè

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