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india agricoltura biological'INDIA SCEGLIE IL BIOLOGIOCO. L'economia dell'India rurale è tuttora prevalentemente basata sull'agricoltura. Gli agricoltori si guadagnano da vivere coltivando e vendendo le materie prime che il mercato internazionale richiede maggiormente: riso e cotone. I risultati maggiori dal punti di vista produttivo vengono al momento ottenuti grazie alle coltivazioni biologiche.

L'agricoltura basata sugli Ogm costringe infatti i coltivatori ad acquistare anno dopo anno nuove sementi e a investire somme ingenti per l'acquisto di pesticidi spesso inefficaci contro le malattie delle piante, che interessano il raccolto, nonostante le promesse delle multinazionali biotech fossero ben diverse.

Le sfide opposte che interessano gli agricoltori indiani che scelgono l'agricoltura biologica o gli Ogm vengono ora messe in luce dalle ricerche dell'antropologo Andrew Flachs, che ha deciso di indagare la situazione indiana intervistando i produttori di riso e cotone in prima persona. Quali sono le soluzioni di coltivazione più promettenti?

Nel villaggio di Matenjerapet (nome fittizio) il cotone coltivato dagli agricoltori viene attaccato dal "mal rosso" (erra bommadi). Le piante di cotone diventano rosse, smettono di fruttificare e le loro foglie appassiscono. I pesticidi non hanno alcun effetto contro l'epidemia. Può occorrere oltre un mese per raccogliere a mano, asciugare e preparare per la vendita il riso o il cotone coltivati con metodi convenzionali. Le sementi utilizzate sono ibride o Ogm.

Per gli agricoltori può risultare difficoltoso ricordare le tipologie di sementi da riacquistare tra le centinaia disponibili ed il primo punto vendita in cui reperire dei pesticidi si trova a 30 chilometri di distanza, cioè ad almeno un'ora di viaggio lungo strade di campagna. In alcuni casi, per migliorare il raccolto, gli agricoltori deidono di noleggiare un trattore per 25 dollari l'ora. Le macchine non sono però sempre disponibili e il loro impiego richiede un oneroso investimento di denaro. Forti piogge hanno colpito i campi di riso e di cotone proprio nel corso della maturazione di riso e cotone: ottenere il raccolto sperato potrebbe diventare difficoltoso.

Ben diversa è la situazione nel villaggio di Daggiravi (nome fittizio), a circa 60 chilometri di distanza dalla località precedente. Qui gli agricoltori hanno adottato una nuova tecnica, biologica e sostenibile, per la coltivazione del riso. Vengono utilizzate esclusivamente sementi bio e non si ricorre a pesticidi o fertilizzanti chimici. Per mantenere il terreno fertile e contro i parassiti si utilizzano soltanto metodi naturali e a basso costo.

Grazie alla tecnica di coltivazione denominata System of Rice Intensification (SRI), gli agricoltori del villaggio indiano coltivano riso utilizzando meno acqua e con un evidente incremento dei raccolti. L'efficace metodo di coltivazione si sta diffondendo nei villaggi vicini grazie all'operato degli agricoltori stessi, al passaparola e all'attenzione dei media.

Gli agricoltori non investono nell'acquisto di sementi Ogm o di prodotti chimici per contrastare i parassiti e le erbe infestanti, ma esclusivamente nella coltivazione sostenibile e nell'agricoltura biologica. Oltre 10 mila persone hanno visitato il villaggio e almeno 50 aziende agricole hanno deciso di convertirsi al biologico nel giro di breve tempo per risparmiare e guadagnare ottenendo raccolti più ricchi e migliori, meno esposti ai rischi determinati dalle condizioni climatiche e dalle fitopatologie.

Marta Albè

GreenBiz.it

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