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È stato raggiunto nella tarda serata di ieri l'accordo che dà formalmente il via libera alla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 2014-2020. Parlamento, Consiglio e Commissione hanno trovato un'intesa sugli ultimi punti negoziali rimasti in sospeso con l'accordo politico dello scorso 26 giugno, in particolare sui temi legati alle prospettive finanziarie dell'Unione e al relativo bilancio settennale.


"Abbiamo la riforma della Politica agricola comune. Sono soddisfatto in quanto il Parlamento europeo, con i suoi poteri di co-decisione ha potuto modificare un accordo dei capi di Stato e di Governo", ha annunciato all'Ansa il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro commentando l'accordo che dà così l'ok per il passaggio al voto della Commissione Agricoltura dell'eurocamera lunedì prossimo, 30 Settembre, a Bruxelles.

TUTTE LE NOVITA' - Tra le novità introdotte c'è la possibilità, per gli Stati membri, di trasferire fino al 15% dei propri pagamenti dal primo pilastro alla dotazione per lo sviluppo rurale. In base all'accordo per la prima volta la riduzione degli aiuti più elevati che l'Ue versa agli agricoltori a favore di chi riceve di meno, diventa obbligatoria ed entra nel testo della legislazione europea sulla Pac.

La riduzione sarà del 5% oltre i 150mila euro di pagamenti diretti ai produttori, che sicuramente poteva essere più elevata, perché il Consiglio, in caso contrario, avrebbe fatto saltare il tavolo delle trattative. Salirà inoltre dal 75% all'85% il finanziamento dell'Ue per le misure di sviluppo rurale nelle aree meno sviluppate. Infine, il Parlamento europeo avrà potere decisionale sul documento di ridistribuzione tra gli Stati membri della dotazione finanziaria Ue destinata allo sviluppo rurale per i prossimi sette anni.

MIGLIORATA LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE - Anche Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe al Parlamento europeo e relatore della riforma della PAC, è soddisfatto: "vogliamo sottolineare il ruolo decisivo che ha svolto l'istituzione che rappresentiamo per il raggiungimento dell'accordo nella sua forma più complessiva, dopo gli importanti passi avanti del giugno scorso. Abbiamo rispettato la tabella di marcia –sottolinea La Via- e l'approvazione di ieri consentirà l'adozione formale delle norme transitorie entro la fine dell'anno".

Nel complesso, è una riforma che "sicuramente non ci soddisfa totalmente" ma "considerando il punto di partenza, abbiamo indubbiamente migliorato la proposta della Commissione. Da oggi –conclude La Via- inizia una fase di dialogo con il settore agricolo per spiegare le novità introdotte e il ruolo decisivo che ha avuto il Parlamento europeo nel modificare le scelte della Commissione".

Roberta Ragni

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