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ogm clausola di salvaguardiaClausola di salvaguardia, importanti passi avanti in Parlamento. Non saranno ammissibili ulteriori ritardi. La Camera ha approvato una mozione unitaria relativa alle iniziative da porre in essere contro la diffusione della coltivazione di OGM in Italia, con particolare riferimento all'esercizio della clausola di salvaguardia. L'Italia è in attesa dell'emanazione definitiva del decreto interministeriale per fermare gli OGM.

La mozione rappresenta un impegno per il Governo, che dovrà perseguire un radicale miglioramento della normativa comunitaria in materia di coltivazione di sementi transgeniche e di immissione in commercio di organismi geneticamente modificati. Il Governo dovrà assumere iniziative immediate in relazione alla semina di mais OGM avvenuta sul territorio italiano.

Le misure da attuare in proposito dovranno evitare ogni forma di possibile contaminazione ambientale e delle produzioni agricole locali. Dovrà inoltre essere previsto un incremento delle attività di controllo e di sorveglianza per poter intervenire in caso di presenza di sementi OGM non autorizzate.

Il Governo dovrà inoltre impegnarsi nel sostenere la ricerca scientifica pubblica in materia agricola, biologica ed agroalimentare, al fine di salvaguardare le specificità di quanto coltivato sul territorio nazionale. La mozione unitaria approvata oggi dalla Camera prevede che i provvedimenti del Governo contro la coltivazione e la commercializzazione di organismi geneticamente modificati sia aderente alle seguenti quattro linee guida:

1) Una rigorosa applicazione del principio di precauzione in tutti i procedimenti di autorizzazione alla coltivazione o al commercio di eventi transgenici.

2) Un regime obbligatorio di tracciabilità per tutte le sementi e gli organismi geneticamente modificati idoneo a segnalarne la presenza in tutti gli stadi della filiera.

3) Un regime di etichettatura a beneficio del consumatore finale che metta a disposizione del medesimo tutte le informazioni assicurate dal predetto regime di tracciabilità.

4) Regole generali idonee a tutelare pienamente, attraverso le disposizioni attuative demandate agli Stati membri, i produttori convenzionali e biologici.

A commentare la mozione interviene la Coldiretti, che definisce inspiegabili gli ulteriori ritardi sull'applicazione della clausola di salvaguardia: "Sarebbe inspiegabile ogni ulteriore giorno di ritardo nell'emanazione del decreto per l'attuazione della salvaguardia per vietare la coltivazione di Ogm in Italia". È quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l'ordine del giorno in materia di Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la mozione unitaria della Camera che fa seguito ad una analoga dei mesi scorsi al Senato.

Aiab, l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, ha espresso un parere positivo sull'operato delle Regioni a favore della clausola di salvaguardia: "Bene, la comunione di intenti dell'insieme delle istituzioni territoriali, ora è necessario sbrigarsi. Non è più possibile attendere. Quanto scaturito dalla Conferenza Regioni conferma un quadro di larga condivisione e di totale alleanza territoriale tra istituzioni e rappresentanze sociali, produttive e di cittadinanza sul fronte NO OGM. Il passo successivo, da compiere senza altro indugio, è quello di una concreta azione legislativa, che non ci possiamo più permettere di attendere. Sbrigatevi!". L'emanazione del decreto interministeriale per fermare la coltivazione di OGM in Italia dovrebbe avvenire proprio in queste ore. Ogni ulteriore ritardo sarebbe ingiustificabile.

In ogni caso, il fronte a favore degli OGM non demorde. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate da Confagricoltura in merito alla prossima attuazione da parte del Governo di misure volte a contrastare la coltivazione di sementi geneticamente modificate in Italia: "I divieti ed il bavaglio alla scienza probabilmente nascono dalla paura che le ricerche possano dimostrare – come a dire il vero hanno sempre dimostrato – che la coesistenza è possibile".

"Forse si teme che possano rivelare su basi scientifiche, ad esempio, che un ettaro di mais OGM autoprotetto contro la piralide (l'insetto che attacca la pianta e la spiga del mais) contiene alla raccolta meno micotossine, sostanze tossiche per l'uomo e gli animali, prodotte dalle muffe che si sviluppano sulle ferite causate al mais da questo insetto".

"Ci dicano se quei pochi ettari seminati con mais Mon 810 ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – su quali basi scientifiche, sarebbero in grado di mettere a rischio l'ambiente, la salute dei consumatori e la biodiversità. E soprattutto non dimentichiamo che la coesistenza tra mais convenzionale, bio e transgenico è possibile, come affermano dal 2006 ventuno società e accademie scientifiche agricole. Studiare, sperimentare, conoscere non ha mai fatto male a nessuno ed è alla base del progresso".

Marta Albè

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