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agricoltura stati uniti riforma - fonte foto: globalenvision.orgQuale futuro per l'agricoltura statunitense? Nella giornata di ieri, lunedì 10 giugno, il Senato degli Stati Uniti ha approvato la propria versione della "Farm Bill", un ampio documento legislativo che regolerà le politiche agricole statunitensi per i prossimi 10 anni, fino al 2023. Prima che si trasformi in una vera e propria legge, i legislatori dovranno riconciliarla con la versione della stessa che si sta facendo strada presso la Camera dei Rappresentanti.

Il maggiore timore riguardante la riforma legislativa in ambito agricoltura è che non venga prestata alcuna attenzione alla necessità di limitare i sussidi destinati alle monocolture, al fine di supportare una tipologia di agricoltura che possa risultare benefica sia per le persone che per l'ambiente.

Per che ciò non avverrà. La futura legge, che prende il nome di "S. 954 Agriculture Reform Risk Management" avrebbe un titolo piuttosto fuorviante, poiché, secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, unicamente una piccola parte della proposta legislativa sarebbe legata realmente alla gestione del rischio e alla riforma in agricoltura.

Essa conterrebbe infatti ingenti tagli agli ambiti relativi alla tutela dell'agricoltura. Essa sarebbe di recente stata criticata sia da parte dei Democratici che dei Repubblicani, in quanto riuscirebbe a generare parzialmente lo scontento di entrambi. La maggior parte dei sussidi, ad esempio, sarebbe rivolta a sostenere stati e distretti appartenenti ai Repubblicani. Molto si giocherebbe sulle differenze presenti tra la proposta approvata dal Senato e quanto presentato in merito da parte della Camera dei Rappresentanti.

Le maggiori discussioni riguarderebbero i buoni alimentari, per i quali sarebbero previsti tagli di entità diverse. I buoni alimentari sono indirizzati al sostegno dei cittadini più poveri e per essi il Senato ha previsto un taglio di 4 milioni di dollari, contro la proposta molto più ingente della Camera dei Rappresentanti, pari a 20,5 milioni di dollari.

Le diatribe maggiori si starebbero svolgendo dunque riguardo alla questione dei buoni alimentari. In questo modo si teme possa essere persa l'occasione di dedicarsi realmente ad una efficace riforma delle politiche agricole, ad esempio tramite provvedienti rivolti alla legalizzazione della coltivazione industriale della canapa, alla protezione delle api, alla limitazione dell'impiego di antibiotici negli allevamenti ed alla necessità di indicare in etichetta la presenza di ingredienti alimentari OGM. Non resta dunque che attendere le future decisioni dei politici statunitensi per comprendere se l'agricoltura a stelle e strisce potrà intraprendere una direzione maggiormente sostenibile.

Marta Albè

GreenBiz.it

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