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agricolturaBisogna puntare sui piccoli produttori per combattere la fame nel mondo. È questo quanto emerge dal rapporto annuale sull'agricoltura e l'alimentazione "The State of Food and Agriculture" (Sofa), presentato ieri a Roma dalla Fao.

Il rapporto sottolinea che qualsiasi strategia d'investimento agricolo deve mettere al centro gli oltre un miliardo di agricoltori che coltivano la terra, i maggiori investitori in questo settore, anche se spesso limitati a causa del generale clima sfavorevole agli investimenti.

"Occorre una nuova strategia d'investimenti che metta al suo centro i produttori agricoli", ha affermato il Direttore Generale della Fao Josè Graziano da Silva.

Per questo la sfida del mondo è quella di "concentrare gli investimenti in aree dove possono fare la differenza. Questo è importante per garantire che gli investimenti abbiano come risultato l'avanzamento economico e sociale e la sostenibilità ambientale", conclude il direttore.

"In molti Paesi l'agricoltura è cresciuta a un ritmo non sostenibile", si legge nel rapporto, in cui vengono evidenziate le grande disparità emerse negli ultimi 12 anni, con una produzione agricola aumentata del 50% in America Latina (+70% in Brasile), di oltre il 40% nell'Africa sub-sahariana, in Europa orientale e in Asia centrale, mentre gli Usa hanno fatto registrare un +20% e l'Europa occidentale solo un +6%.

"Tornare a investire in agricoltura è cruciale per sconfiggere fame e povertà ma più in generale per affrontare le sfide della nuova scarsità", ha dichiarato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Per assicurare la stabilità degli approvvigionamenti alimentari a una popolazione in aumento, ha aggiunto, "non solo serve intensificare gli investimenti anche privati nelle aree più povere, ma anche tornare a finanziare la ricerca agricola nei Paesi più ricchi".

"Bene che il Rapporto FAO sullo Stato del Cibo e dell'Agricoltura abbia posto l'accento sui piccoli produttori e abbia messo in luce l'importanza sociale, economica e ambientale che meritano, quali garanti della vivacità dei territori rurali e soggetti che producono la maggior parte degli alimenti avviati al consumo". È questo il commento, espresso in una nota del presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis al rapporto della FAO.

"Da sempre AIAB sostiene i piccoli agricoltori, dandone anche concreta evidenza come membro italiano de La Via Campesina, la rete mondiale delle organizzazioni contadine - ha proseguito il presidente di AIAB -. L'elaborazione dei modelli di filiera corta, l'innovazione di sistemi di produzione e commercializzazione per qualificare il contributo della piccola agricoltura ad alta sostenibilità ecologica sono l'ulteriore evidenza di come l'AIAB stia contribuendo al sostegno e alla promozione dell'agricoltura di piccola scala, a partire da quella biologica. I piccoli produttori sono fondamentali in ogni latitudine, nel Sud del mondo, ma anche in Europa dove la PAC deve assolutamente sostenerli, ponendo le condizioni affinché possano operare in un quadro legislativo adeguato alle sue peculiarità in chiave di norme fiscali, sanitarie e di mercato".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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