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agricolturaNel nostro Paese anche il settore agricolo si sta muovendo nella direzione del green. Al “Sicilia en pleneur”, appuntamento annuale giunto alla 7ma edizione che vede riunite le case vitivinicole siciliane associate ad Assovini, si è parlato di alcune best practice realizzate nel settore della viticultura “verde”. Delle aziende associate ad Assovini, per esempio, il 67% si è già attivata per abbattere i costi energetici, il 30% è certificata biologicamente e il 47% ha deciso di convertirsi alle biomasse sfruttando gli scarti.

Ma vediamo nel dettaglio alcune esperienze significative che sono state implementate nell’Isola. Attraversando l’agrigentino, in prossimità del Comune di Sambuca di Sicilia, le cantine dell’azienda agricola Feudo Arancio dispongono di un sistema di vinificazione “a caduta” grazie al quale le uve vengono lavorate senza impiego di sistemi meccanici di trasporto ma sfruttando un forte dislivello che consente il passaggio da una fase alla seguente ottenendo un netto risparmio energetico. Spostandosi nel ragusano e precisamente nei vigneti di Noto e Vittoria, gli 80 ettari dell’azienda agricola eco-friendly Planeta sono riscaldati dalla stessa luce che illumina i pannelli solari installati.

Uno scenario che vede dunque la viticoltura avanzare verso un futuro “verde”, una prospettiva auspicata dai tanti tavoli tecnici organizzati in tutto il Paese. In Toscana, ad esempio, il presidente della Regione Enrico Rossi, in occasione di un recente convegno, ha fatto il punto della situazione individuando nel polo energetico della costa (riduzioni di CO2), nella tutela forestale (sviluppo delle biomasse) e nella valorizzazione della filiera corta i settori chiave per trainare la green economy.

I finanziamenti previsti dal Psr (Piano di sviluppo regionale) verranno destinati a opere di incentivazione del risparmio energetico in seno ai processi produttivi attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, come le biomasse, il fotovoltaico e l’eolico”, ha commentato Rossi.

È di pochi mesi fa la notizia della realizzazione da parte di un’azienda pisana di un trattore elettrico capace di ridurre sensibilmente le emissioni di CO₂ e i costi. Risalendo lo stivale, in Lombardia, in occasione dell’assemblea regionale di Confagricoltura conclusasi pochi giorni fa, a più riprese si è ribadito il ruolo che la green economy rivestirà nei prossimi anni. L’agroenergia, così viene definita l’energia alternativa ricavata dai processi agricoli per ottenere biocarburanti, è anche il nome dato l’autunno scorso al parco fotovoltaico realizzato nel bergamasco che, con i suoi 11 ettari eroganti 2,5 Mwp, non solo fornisce energia a 1.400 famiglie ma grazie a un innovativo sistema di “inseguimento solare” è capace di sfruttare al massimo l’irraggiamento garantendo così una massima efficienza e aumentando la produzione di energia di circa il 30%.

Anche se non ci forniscono un quadro generale del settore primario italiano, questi esempi promettono un futuro sostenibile e trovano eco nelle parole di Rocco Tiso, presidente di Confeuro: “Il mondo dell’agricoltura deve rappresentare il detonatore della svolta verde che tutti noi auspichiamo”.

Affermazione confermata anche dal Rapporto Eurispes 2010 secondo cui negli ultimi anni in Italia il numero di ettari coltivati biologicamente (circa 1 milione) è aumentato del 15,1% sul totale europeo. Sono dati che rendono un’idea della strada che si sta decidendo di intraprendere nel nostro Paese. O forse è meglio parlare di un prato la cui salvaguardia dipenderà soprattutto da una efficace allocazione delle risorse disponibili.

Fabrizio Mistretta

GreenBiz.it

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