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ttipusauePrevale lo scetticismo. La Francia archivia di fatto le trattative sul Ttip e dall’Italia arriva la conferma del nostro ministro dello Sviluppo economico: i negoziati sono andati avanti troppo a lungo. Dopo 3 anni ancora non si ha un testo ma solo offerte da entrambe le parti senza veri punti fermi.

Secondo la Francia – a cui fa eco proprio il nostro Carlo Calenda – è impossibile trovare un accordo entro la fine dell'amministrazione Obama. A rischio anche l'accordo con il Canada. Niente Ttip, insomma. Ma Calenda sottolinea che l'Italia continuerà a trattare.

Ovviamente ha pesato anche la questione Brexit, con la Gran Bretagna che ha lasciato in pratica le questioni nelle mani di Usa, Germania e Francia, le quali devono prima cercare di presentarsi con uno scenario europeo più stabile.

Il trattato sul libero scambio deve ovviamente essere un vantaggio per l’Ue, così come aveva ribadito il primo ministro francese, Manuel Valls. Dall’11 al 15 luglio comunque ci sarà un incontro tra negoziatori di Ue e Usa e le ultime offerte saranno vagliate in quel momento.

Il tempo però corre veloce e si sa che il dopo-Obama potrebbe essere diverso, essendo difficile che il suo successore possa essere altrettanto favorevole al trattato. Stessa cosa in Ue, dove i vari Paesi dovranno affrontare nuove elezioni, Francia in primis.

Il problema, appunto, è anche la mancanza di un testo vero e proprio, mentre è risaputo che l’Ue intende tenere ben salda la sua posizione di rifiuto all’entrata nei suoi confini di Ogm e carni su cui si riscontra la presenza di ormoni; dall’altro lato gli Usa non intendono avanzare maggiori garanzie sulla tutela delle denominazioni dei prodotti Doc. E poi ci sono questioni tecniche dai risvoliti infiniti, come quella sugli standard dei prodotti, che devono avere dei requisiti ben definiti, un lavoro enorme che non solleva troppe controversie ma che resta immenso.

Così, mentre i negoziatori si incontreranno, la vera sfida per raggiungere un accordo resta puramente politica. Ecco perché la fine del mandato di Obama si avvicina inesorabilmente e appare una scadenza troppo complicata da rispettare per mettere in piedi un trattato e arrivare ad un compromesso.

Anna Tita Gallo

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