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Il gruppo malesiano Ioi, uno dei maggiori produttori di olio di palma del mondo, è stato sospeso dalla certificazione RSPO con l’accusa di aver distrutto le foreste pluviali in Indonesia. Il tema della deforestazione legata alla produzione di olio di palma purtroppo torna alla ribalta.

Il gruppo Ioi è stato sospeso dall’RSPO all’inizio di aprile 2016 dopo le accuse di aver condotto azioni illecite e di essere coinvolto nella deforestazione. Numerose aziende, tra cui Unilever, Mars, Kellogg e Nestlé in nome delle nuove politiche per l’olio di palma sostenibile hanno deciso di ridurre o di eliminare l’olio di palma proveniente dal gruppo Ioi.

Ioi possiede la raffineria per l’olio di palma più grande d’Europa e ovviamente non ha accettato di essere escluso dall’RSPO. Di conseguenza si sta muovendo legalmente per risolvere la situazione.

Secondo Lee Yeow Chor, CEO di Ioi, la RSPO non aveva alcun diritto di sospendere la certificazione di sostenibilità della società che si ritiene ingiustamente colpita da questo provvedimento.

Da tempo il gruppo Ioi è un bersaglio degli ambientalisti da cui viene accusato di distruggere le foreste del Borneo. Ora la società è ovviamente preoccupata per i danni che la propria reputazione ha subito e per le perdite economiche.

Secondo Greenpeace, non dovremmo essere sorpresi del fatto che Ioi abbia deciso di scontrarsi con chi la critica e la mette in difficoltà: l’azienda non dovrà essere riammessa nella RSPO fino a quando non avrà riparato i danni causati alle foreste.

Le imprese malesi e indonesiane dominano la produzione mondiale di olio di palma e sono purtroppo coinvolte nella deforestazione e negli incendi boschivi che stanno distruggendo le maggiori aree forestali locali. Nestlé ha fatto sapere di aver subito rinunciato all’olio di palma proveniente dalle aree coinvolte nella deforestazione illegale.

RSPO è finalmente intervenuta con durezza. La speranza è che altri interventi simili possano contribuire ad arginare il disastro ambientale che la produzione di olio di palma sta generando in questa zona del mondo.

Marta Albè

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