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Monsanto vuole impedire che l’erbicida Roundup, a base di glifosato, venga aggiunto alla lista degli agenti cancerogeni noti in California. Ha dunque presentato una causa per intensificare la difesa del proprio prodotto più diffuso nel mondo.

La multinazionale delle sementi OGM e dei prodotti agrochimici ha presentato una causa contro lo State Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHAA) della California che coinvolge il direttore dell’agenzia, Lauren Zeise, secondo quanto riportato dalla Reuters.

La legge in California richiede che lo Stato compili una lista delle sostanze chimiche cancerogene grazie a cui informare la popolazione riguardo ad eventuali rischi per la salute.

A settembre l’OEHAA aveva comunicato che stava pianificando di inserire il glifosato nella lista delle sostanze cancerogene. La decisione era avvenuta subito dopo la pubblicazione del nuovo rapporto dello IARC, agenzia dell’OMS che ha classificato il glifosato come probabile agente cancerogeno per l’uomo.

Monsanto non ha accettato la classificazione del glifosato come sostanza cancerogena e ha dunque deciso di dare battaglia per difendere l’erbicida Roundup. Secondo la multinazionale, le indicazioni dello IARC non possono diventare la base per modificare i regolamenti e le liste esistenti.

L’inserimento del glifosato nella lista delle sostanze cancerogene compilata in California richiederebbe a Monsanto e ad altre aziende di mettere a disposizione dei consumatori informazioni chiare sui pericoli legati all’utilizzo del prodotto. Ciò ovviamente danneggerebbe l’immagine di Monsanto e dunque la multinazionale non ha nessuna intenzione di arrendersi.

Il Roundup è utilizzato come erbicida a base di glifosato dagli agricoltori di tutto il mondo, con un giro d’affari per Monsanto pari a 4,8 miliardi di dollari. A seguito della classificazione del glifosato da parte dello IARC, Monsanto sarebbe stata nominata in numerose cause secondo cui la multinazionale sarebbe al corrente da decenni dei rischi per la salute legati al glifosato ma continuerebbe a produrre e vendere il Roundup senza problemi.

Classificare il glifosato come sostanza cancerogena potrebbe portare ad una messa al bando del Roundup di Monsanto in California? La sensazione è che la multinazionale non lo permetterà facilmente.

La stessa Monsanto ci ha contattati per comunicare quanto segue:

"Monsanto ha avviato un'azione legale per prevenire un possibile inserimento erroneo del glifosato tra le sostanze chimiche che causano il cancro, secondo quanto previsto dalla Proposition della California 65 (Prop 65), che impone allo Stato di mantenere una lista di tali sostanze chimiche. L’inserimento del glifosato in tale lista sarebbe viziato e privo di fondamento in quanto - come è stato concluso dall’ultimo report EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e le autorità di regolamentazione dei pesticidi in tutto il mondo, il glifosato non provoca il cancro (http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/151112).

L'elenco violerebbe la Costituzione della California e degli Stati Uniti poiché lo Stato starebbe “passando” la sua autorità di regolamentazione ad un ente terzo non eletto e non controllato dal governo federale o statale. Monsanto ha pertanto presentato la causa contro il California Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA) alla Corte Superiore di Fresno Superior.

L’OEHHA, l'agenzia statale che ha annunciato l'intenzione di aggiungere il glifosato all'elenco Prop 65, classificò tale agente nel 2007, dopo lo svolgimento di una valutazione rigorosa e su base scientifica, come improbabile causa di cancro. In stridente contrasto, la stessa OEHHA ora richiede di inserirlo nell’elenco Prop 65 sulla base di un unico studio condotto dallo IARC (International Agency for Research on Cancer), il cui stesso regolamento disconosce ogni possibile ruolo politico o legale delle proprie classificazioni".

Qui ulteriori informazioni sulla vicenda dal punto di vista di Monsanto.

Marta Albè

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