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I consumatori sarebbero disposti a pagare di più per l'olio di palma sostenibile. L'olio di palma viene spesso utilizzato dall'industria alimentare come sostituto economico del burro e nei prodotti di bellezza.

Tuttavia, molte delle aree in uso per la coltivazione di piantagioni di palme da olio derivano dalla deforestazione. La conversione delle foreste tropicali in piantagioni sta provocando gravi conseguenze per gli ecosistemi e le popolazioni locali, oltre che per numerose specie in pericolo, tra cui troviamo tigri, elefanti, oranghi e rinoceronti.

I consumatori sono al corrente delle conseguenze ambientali della coltivazione di olio di palma e hanno iniziato a cercare di evitare l'acquisto di prodotti che lo contengano. Dunque alcune aziende (in Italia Misura e Gentilini) hanno deciso di sostituire l'olio di palma con altri ingredienti, come olio d'oliva o di girasole, oppure di rivolgersi all'olio di palma sostenibile.

L'Università dell'East Anglia sta cercando di coinvolgere le aziende nella protezione degli ecosistemi in correlazione alla produzione di olio di palma.Ian Beteman, ricercatore della facoltà di Scienze Ambientali ha spiegato che i governi internazionali non sono riusciti ad arginare i danni ambientali causati dalle piantagioni di palme da olio e che è necessario arrestare la perdita di biodiversità.

Dalle loro ricerche è emerso che i consumatori sarebbero disposti a pagare di più per prodotti che contengano olio di palma sostenibile e che le aziende sarebbero pronte ad impegnarsi sul fronte della difesa della biodiversità e della conservazione degli ecosistemi.

I ricercatori hanno effettuato indagini sulla biodiversità nelle piantagioni di palme da olio e nelle foreste di Sumatra. Hanno valutato documenti contabili societari, possibilità per riservare alcuni territori alla conservazione della biodiversità e quanto possa incidere sui costi aziendali un impegno ambientale simile.

La combinazione dei risultati ottenuti permette ai ricercatori di sfruttare il potere del mercato e di individuare luoghi in cui possano avvenire degli investimenti per la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi.

Una ricerca condotta all'inizio di quest'anno ha rivelato che l'Unione Europea è uno dei maggiori importatori di prodotti provenienti da deforestazione illegale, tra i quali troviamo proprio l'olio di palma. Ecco allora che le aziende potrebbero distinguersi per la scelta di olio di palma sostenibile non proveniente da deforestazione, guadagnando il consenso dei consumatori.

Marta Albè

Fonte foto: agriculturewire.com

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