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Ignacio Garcia-Bercero (Ue) e Dan Mullaney (Usa) sono i 2 negoziatori protagonisti della conferenza stampa tenutasi a Washington dopo una nuova tornata di discussione sulla creazione di una zona di libero mercato, meglio nota come TTIP.

Ma spuntano documenti secondo cui gli Usa avrebbero fatto talmente tanta pressione da far sì che l’Ue accantonasse l’idea di regolamentare la presenza di sostanze chimiche che presentano legami con l’insorgere di patologie come il cancro o l’impotenza negli individui maschi.

LE PRIME BOZZE - Le bozze dell’Ue prevedevano il bando di 31 pesticidi contenenti EDC (Endocrine Disrupting Chemicals), sostanze che vanno ad agire, semplificando, sugli ormoni. Ma le lobby Usa avrebbero esercitato da tempo notevoli pressioni. Il 26 giugno 2013 una delegazione della American Chambers of Commerce ha incontrato rappresentanti europei e le dichiarazioni ufficiali affermavano che gli Usa volevano fermamente il TTIP, una svolta che non avrebbe abbassato gli standard Ue.

Di fatto, l’accordo mira a rimuovere ogni ostacolo al commercio, a favore del free trade, ma i rappresentanti della AmCham “si lamentavano dell’inutilità della creazione di categorie e liste” di sostanze proibite. Da parte loro, i rappresentanti Ue insistevano che un approccio basato sulla valutazione dei rischi fosse la soluzione migliore prima di legiferare. Il 2 luglio 2013 dalla Us Mission sono arrivati rappresentanti in Ue per ribadire il messaggio.

Lo stesso giorno il segretario generale della commissione, Catherine Day, ha inviato una lettera a Karl Falkenberg, direttore del dipartimento dell’Ambiente, per chiedere l’abbandono dei criteri contenuti delle bozze Ue. “Non riteniamo sia necessario preparare una raccomandazione con l’elenco dei criteri fissati per identificare le sostanze EDC” era il messaggio.

LE PRESSIONI - Ebbene, come risultato, tutto quanto era stato fissato per il 2014 è slittato al 2016, nonostante i costi sanitari stimati in Europa come frutto di patologie connesse a queste sostanze siano attorno ai 150 mld di euro all’anno. Obesità e criptorchidismo sono solo 2 delle patologie evidenziate. Un mese prima dell’incontro, la AmCham aveva peraltro avvertito l’Ue di implicazioni varie a seguito di eventuali mosse legislative.

In particolare, si chiedeva uno studio per fissare limiti meno severi sull’esposizione ritenuta accettabile a queste sostanze. “Siamo preoccupati che questa decisione, fonte di vari dibattiti scientifici, possa essere presa su un terreno politico senza verificare prima quale impatto abbia sui mercati Ue”, dicevano dalla AmCham. Lo stesso ragionamento veniva ribadito a Tonio Borg, commissario alla sanità, poco dopo, parlando di impatti sostanziali sull’economia, sull’agricoltura, sul commercio.

Ma non finisce qui. Qualche settimana prima dell’abbandono totale delle bozze che avrebbero imposto limiti severi, si sono schierati anche i big delle case farmaceutiche: Dupont, Bayer e BASF ritengono che una legislazione restrittiva avrebbe impatto sui prodotti agricoli a livello globale. Solitamente si chiedono limiti meno severi, ma resta il fatto che molti scienziati non ritengono utili modelli secondo cui un’esposizione maggiore porti a rischi maggiori.

Al momento dall’Ue dicono che la procedura di valutazione non è legata alle negoziazioni con gli Usa per il libero mercato e che i criteri definitivi per identificare le sostanze dannose saranno fissati in maniera indipendente. Ma adesso sappiamo che senza quei criteri gli accordi saranno difficili da raggiungere, soprattutto se si tratterà di criteri che ricalcheranno quelli nelle prime bozze realizzate dagli esperti Ue.

Soltanto un mese fa comunque la Commissione Agricoltura ha votato e sottolineato nuovamente le preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare, alla tutela dei consumatori, al benessere degli animali e alla salute delle piante, che il TIPP assolutamente non dovrà intaccare, rispettando piuttosto il modello agricolo Ue e i suoi elevati standard. Ma dall'altro lato ci si muove per introdurre altri alimenti Ogm, mosse che sembrano effettivamente tutte a favore degli Usa.

Anna Tita Gallo

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