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nuovi ogm ttip usaL'Europa starebbe per autorizzare l'importazione di 17 nuovi prodotti alimentari geneticamente modificati entro la fine di maggio con l'intenzione di accelerare il commercio biotech.

In una delle prossime riunioni i commissari UE dovrebbero rivedere l'adozione delle nuove regole per l'approvazione delle importazioni di prodotti Ogm. L'Europa attualmente importa 58 prodotti geneticamente modificati provenienti dall'estero.

Si tratta soprattutto di mais Ogm proveniente dagli Stati Uniti, a cui si aggiungono soia, cotone e barbabietole da zucchero. Gli Stati Uniti starebbero facendo pressione sull'Europa attraverso il TTIP. Grazie al trattato per il libero commercio UE-Usa presto nuovi prodotti geneticamente modificati potrebbero raggiungere l'Europa. Gli Usa vorrebbero infatti accelerare le procedure di autorizzazione.

Secondo Marco Contiero, direttore per l'agricoltura di Greenpeace UE, l'eventuale autorizzazione di 17 colture Ogm da parte della Commissione Europea rappresenterebbe il risultato di una vera e propria pressione da parte degli Usa.

A parere di Greenpeace le tempistiche sarebbero ancora in discussione, ma ora si tratterebbe soltanto di una questione di procedure interne. Ci si attende che i nuovi prodotti Ogm vengano autorizzati per l'importazione entro la fine di maggio 2015.

Gli Stati membri dell'UE potranno vietare l'introduzione di nuovi prodotti Ogm sul proprio territorio sulla base di considerazioni che riflettono il dibattito sociale esistente nel Paese. Dopo che l'Efsa avrà ritenuto i prodotti sicuri, non sarà possibile vietarli per motivazioni legate all'ambiente o alla salute. Le ragioni per le deroghe (opt-out) dovranno essere davvero solide.

I gruppi industriali biotech sono ovviamente contrari alla libertà dei singoli Stati di ammettere o vietare prodotti Ogm. Temono che ciò impedirebbe la libera circolazione dei prodotti geneticamente modificati nei confini europei. Tra i 17 nuovi Ogm pronti per le future importazioni sarebbero presenti sia mangimi che alimenti per il consumo umano.

Si teme, in conclusione, che le pressioni dell'industria biotech porti all'introduzione di nuovi prodotti Ogm nonostante l'opposizione di diversi Paesi europei. La posizione della Commissione Europea rischia di ignorare sia l'opinione pubblica che le preoccupazioni sollevate da organismi scientifici nazionali sulla sicurezza delle colture geneticamente modificate. Non resta che attendere per comprendere se l'introduzione dei nuovi prodotti Ogm tramite le importazioni dagli Usa sarà concreta.

Marta Albè

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