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semi siriaGli scienziati siriani hanno rischiato la vita per preservare l'antico patrimonio agricolo della regione. Si stanno impegnando a difendere quasi 150 mila campioni di semi e per questo motivo hanno ricevuto il Premio Mendel a Berlino.

I campi coltivati attorno ad Aleppo hanno sostenuto l'umanità per decine di migliaia di anni. Sono stati tra i primi a produrre grano, orzo e le altre colture che hanno reso popolare la "mezzaluna fertile".

Un piccolo gruppo di scienziati siriani ha deciso di agire in difesa dei semi delle varietà tipiche del territorio. Ecco allora che il Premio Mendel è stato assegnato agli scienziati di ICARDA, la banca dei semi agricoli della Siria.

Ora la maggior parte dei campioni di semi salvati dalla guerra verrà tenuta in sicurezza in una struttura speciale a Svalbard, nel nord della Norvegia, realizzata per custodire e conservare la banca dei semi siriana in maniera ottimale.

La banca dei semi siriana ICARDA ha rappresentato il patrimonio genetico dell'agricoltura universale, con piante provenienti da circa 128 Paesi. Conservare i semi è diventato della massima importanza di fronte al cambiamento climatico, che rappresenta una seria minacce per le coltivazioni e per la sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo.

Gli scienziati hanno rischiato la loro vita nel bel mezzo della guerra civile in Siria per difendere non soltanto l'agricoltura e la biodiversità, ma anche una cultura millenaria. La Siria fa parte di quei luoghi del mondo dove i nostri antenati hanno imparato per la prima volta l'agricoltura, una pratica da cui è nata la civiltà moderna.

La rivoluzione agricola di 10 mila anni fa ha portato alla nascita di prodotti agricoli che sono in uso ancora oggi, ma che spesso sono in pericolo per via delle minacce del clima e delle malattie. Ed ora l'agribusiness si concentra su una cerchia sempre più ristretta di sementi, preferendo la monocoltura, considerata più efficiente nella produzione ma che purtroppo espone le piante a maggiori rischi di malattia.

Con la diffusione delle malattie tra le coltivazioni moderne, a parere degli esperti, potrebbe diventare vitale ricorrere a varietà antiche che possano sostituire quelle di oggi. Ecco perché i semi antichi non devono scomparire e perché è così importante salvaguardare il loro patrimonio genetico.

Marta Albè

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