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ulivi salento xylella fastidiosa inchiestaIl fotovoltaico illegale non è l'unica minaccia per gli ulivi del Salento. Innumerevoli ulivi salentini presto potrebbero essere eliminati per via di una decisione nata a livello europeo. La Commissione UE ha infatti ordinato di abbattere tutte le piante infettate dal batterio Xylella fastidiosa.

Gli agricoltori pugliesi chiedono aiuto. Non è infatti ancora chiaro se la Xylella fastidiosa rappresenti una minaccia reale per gli ulivi del Salento, come sostiene l'Europa, o se le cause del disseccamento delle piante siano da ricercare altrove.

Il batterio killer potrebbe non costituire un nemico ma semplicemente un pretesto per ottenere denaro dai fondi europei. Gli ulivi del Salento si starebbero inoltre trasformano in merce da barattare in cambio di voti.

"Agli agricoltori serve aiuto, ma i partiti aspettano la campagna elettorale per occuparsene" – ecco uno dei tanti messaggi di protesta apparsi su Facebook, dove si ricorda anche che "Gli ulivi non sono merce da barattare in cambio di voti".

"Nonostante i 12 milioni per l'emergenza siano stati stanziati dallo Stato alla Regione Puglia, nelle tasche delle aziende e delle famiglie che vivono della produzione di olio e olive non è arrivato neanche un centesimo" – comunicano sul web i sostenitori della campagna #SalviamoGliUliviDiPuglia.

Per quanto riguarda l'emergenza Xylella, si parla ormai di strumentalizzazione elettorale con gli agricoltori sul piede di guerra per proteggere la produzione di olive e di olio extravergine pugliese, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy più apprezzati sia in Italia che all'estero.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, la situazione che si è creata in Puglia con la Xylella è paragonabile a quella della Terra dei fuochi ed è ancora peggiore sotto il profilo della disperazione sociale.

"Bisogna intervenire subito, velocemente, tutti insieme" - ha detto Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato – "Sono venuto qui a dire che affronteremo questa situazione concretamente e seriamente, con approfondimenti scientifici e con rinnovati rapporti con l'autorità giudiziaria. Sono qui anche per dare un richiamo all'unità: tutte le istituzioni devono essere insieme e collaborare per fronteggiare l'emergenza".

Lo stesso ceppo di Xylella fastidiosa che attacca gli ulivi del Salento sarebbe stato identificato in Costarica e nelle piante di caffè intercettate in Francia e in Olanda provenienti proprio dalla Costarica.

Dunque la Xylella che avrebbe colpito gli ulivi pugliesi sarebbe in grado di passare da una specie all'altra e proverrebbe con un'alta percentuale di probabilità proprio dalla Costarica, sempre secondo la Forestale.

In ogni caso si tratta ancora di ipotesi, dato che per quanto riguarda la Xylella e gli ulivi pugliesi è in corso una vera e propria inchiesta. Alcuni ulivi potrebbero non essere stati attaccati dalla Xylella ma da un altro tipo di batterio, magari già presente sul territorio pugliese e non proveniente dall'estero.

Pare che le autorità competenti non abbiano agito abbastanza in fretta per effettuare i controlli necessari sulle piante. I primi segnali di disseccamento degli ulivi del Salento sarebbero arrivati nel 2011 e forse già nel 2008-2009. Ora la Forestale continua ad indagare per scoprire se l'epidemia che sta colpendo gli ulivi pugliesi avrebbe potuto essere evitata fin dall'inizio e per capire come agire per salvare gli alberi in pericolo.

Marta Albè

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