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ogm russiaOGM, in Russia verrà condotto il più grande studio sulla sicurezza degli alimenti geneticamente modificati. Dopo le numerose discussioni nate dallo studio francese sugli OGM di Seralini, ecco che un nuovo Paese decide di approfondire la questione. Lo scorso aprile la Russia ha deciso di dire stop alle importazioni di prodotti OGM e di scegliere il biologico.



Lo studio riguarderà gli effetti a lungo termine sulla salute di alimenti e pesticidi associati agli OGM. Pare che ci si concentrerà soprattutto sul mais OGM di Monsanto e sull’erbicida Roundup. Avrà una durata di tre anni e comporterà un investimento di 25 milioni di dollari.

Gli organizzatori dello studio hanno da poco annunciato a Londra che l’inizio degli esperimenti è fissato per il prossimo anno. Indagherà gli effetti sulla salute delle sementi geneticamente modificate sviluppate da Monsanto. L’obiettivo dello studio sarà quello di rispondere alla seguente domanda: il mais OGM di Monsanto e i prodotti agrochimici associati ad esso sono sicuri per la salute umana?

Lo ha dichiarato Elena Sharoykina, co-fondatrice dell’Associazione nazionale russa per la sicurezza genetica (Nags), che si occuperà di coordinare l’esperimento. In particolare, si cercherà di stabilire se il mais geneticamente modificato e l’erbicida ad esso associato possano essere correlati alle cause dei tumori, possano ridurre la fertilità o provocare difetti alla nascita.

Gli scienziati vogliono anche determinare se la miscela di sostanze chimiche presenti nel Roundup (nome commerciale dato da Monsanto al proprio erbicida a base di glifosato) siano più o meno tossiche rispetto al glifosato stesso.

Bruce Blumberg, professore di biologia presso l’Università della California, ha dichiarato che vi è una notevole mancanza di dati pubblicati sulla sicurezza degli OGM nonché del maggior impiego degli erbicidi con cui sono coltivati, che negli ultimi decenni ha subito un forte aumento negli Usa. Lo studio russo avrà proprio lo scopo di porre rimedio a questa situazione. I nomi di sponsor e finanziatori non saranno rivelati fino a quando lo studio non partirà ufficialmente il prossimo anno.

Marta Albè



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