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ogm hawaii stopStop alla coltivazione di Ogm a Maui, nelle Hawaii. I Referendum per l’introduzione dell’etichettatura Ogm in Colorado e Oregon hanno dato risultati negativi negli scorsi giorni, dopo che le multinazionali dell’agribusiness, tra cui Monsanto, Pepsi e Kraft, hanno speso milioni di dollari per contrastare le nuove misure.

Ma ora ecco una vittoria per i difensori della sicurezza alimentare e una sonora sconfitta per Monsanto. La Contea di Maui, nelle Hawaii, ha approvato attraverso un Referendum la più forte misura anti-Ogm di tutti i tempi, nonostante le opposizioni delle multinazionali biotech.

A Maui la nuova moratoria richiede una completa sospensione della coltivazione di campi Ogm fino a quando studi decisivi proveranno che gli alimenti geneticamente modificati sono sicuri. Spesso la località di Maui viene definita la “Ground Zero” degli Ogm.

La moratoria approvata questo martedì potrebbe avere implicazioni nazionali, dato che le multinazionali produttrici di sementi Ogm, tra cui Monsanto e Dow AgroSciences, utilizzano proprio questa regione delle Hawaii per sperimentare la coltivazione di nuove varietà di semi.

Gli agricoltori che coltivano volontariamente Ogm potrebbero essere multati per una somma di 50 mila dollari al giorno. Monsanto avrebbe intenzione di richiedere alla Corte di Maui che la moratoria venga considerata illegale e inapplicabile.

Monsanto dunque non si arrende, ma nel caso delle Hawaii la multinazionale delle sementi Ogm non ha avuto la meglio sull’opinione dei cittadini contrari alla coltivazione di prodotti geneticamente modificati, come invece è avvenuto in Colorado e Oregon.

Per anni le Hawaii sono state inondate di pesticidi proprio dalle multinazionali biotech, con Monsanto, Dow AgroSciences, DuPont Pioneer e Syngenta in prima fila. Le sostanze tossiche utilizzate nell’agricoltura biotech alle Hawaii sono state correlate a numoresi problemi di salute, dai disturbi cognitivi nei bambini al cancro. Un Referendum che impone lo stop agli Ogm basterà a fermare Monsanto e le altre multinazionali degli Ogm?

Marta Albè

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