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2015 anno sprechi alimentariIl 2015 dell'Expo sarà anche l'anno europeo contro lo spreco? La richiesta giunge da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, e da Andrea Segrè, coordinatore del pool anti-spreco del Ministero dell'Ambiente, entrambi presenti a Ecomondo 2013.

L'anno dell'Expo dovrà dunque essere dedicato al tema centrale degli sprechi alimentari, con un impegno a livello europeo. La richiesta era già stata presentata nel 2010, attraverso la campagna "Una anno contro lo spreco", ed era stata riproposta nel 2012 dal Parlamento Europeo, con il progetto di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2025.

Ora l'istituzione ufficiale dell'Anno Europeo Contro lo Spreco è diventata un'urgenza. L'appello per la sua creazione è stato lanciato a Rimini nella giornata di ieri, giovedì 7 novembre 2013: "Il 2015 dell'Expo sia anche l'anno europeo contro lo spreco alimentare: l'Italia può chiederlo e ottenerlo nel suo semestre alla presidenza europea". Questa la proposta di De Castro e Segrè, in occasione del Forum dedicato a "Ridurre e prevenire gli sprechi alimentari: a che punto siamo in Europa e in Italia?", al quale hanno preso parte anche il rappresentante FAO Robert Van Otterdjik, la coordinatrice di Fusions Hilke Bos-Brouwers e il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti.

"La crescita sostenibile segna la strada per uscire da una profonda crisi non solo economica ed ecologica, ma anche estrema nel suo impatto sociale" - ha spiegato Segrè - "Occorre oggi una visione lungimirante che preveda un investimento sul futuro, prestando attenzione prima di tutto ai giovani e al lavoro. Risorse come il suolo, l'acqua e l'energia non sono infinite e neppure scarse, come sostiene più di qualcuno. Se le dobbiamo consumare, dobbiamo anche consentire la loro rigenerazione nel tempo. A partire dal settore agroalimentare, che necessita di una transizione verso produzioni meno intensive e filiere più efficienti ma anche di cittadini informati e responsabili: solo lo spreco domestico, dalle stime dell'Osservatorio Waste Watcher, costa agli italiani 8,7 miliardi di euro, ovvero oltre mezzo punto di PIL, cioè 7,06 euro settimanali a famiglia".

Lo spreco alimentare in Europa risulta al di sopra della media dei Paesi sviluppati, con 180 kg pro-capite nell'Unione Europea e 140 kg pro-capite nella sola Italia. Gli sprechi alimentari nei Paesi industrializzati si hanno soprattutto a livello domestico, così come emerge dai dati raccolti attraverso il progetto Last Minute Market. Da non dimenticare gli sprechi che avvengono direttamente in agricoltura: con il 2,4% dei prodotti rimasti nei campi nel 2012.

Per quanto riguarda l'industria agro-alimentare italiana, gli sprechi medi ammontano al 2,6% della produzione finale totale, corrispondente ad oltre 2 milioni di tonnellate di prodotti alimentari. Nei mercati ortofrutticoli e nei centri agroalimentari gli sprechi oscillano tra l'1 e l'1,2% all'anno, mentre per quanto riguarda i supermercati, gli ipermercati e i punti vendita al dettaglio, la stima è di oltre 270 mila tonnellate all'anno. La gravità della situazione è evidente. Urgono interventi a livello internazionale per prevenire e ridurre gli sprechi alimentari. Il 2015 rappresenterà una svolta?

La redazione di GreenBiz è a Ecomondo: padiglione D1 stand 103.

Marta Albè

Ecomondo: 2015, anno europeo contro lo spreco in occasione dell'Expo?

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