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kolahousePepsiCo ha aperto il suo primo ristorante a Manhattan. Al timone, lo chef Jon Feshan. Chi si aspetta un fast food sbaglia di grosso, qui si servono soltanto cibi a km zero e l’ingrediente principale è la noce di cola, inserita ovunque nel menu. Ecco perché il ristorante si chiama Kola House.

A parlare è proprio lo chef, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a Fortune e ci svela qualche dettaglio. Nemmeno lui era convinto che la PepsiCo potesse essere in grado di mettere le mani su questo tipo di business con successo. Feshan si è posto la nostra stessa domanda: “Sono un’azienda enorme, perché un ristorante?”.

Innanzitutto PepsiCo non ha deciso di aprire un ristorante per vendere più lattine o Doritos. Si sono posti come imprenditori che volevano semplicemente aprire un ristorante dove servire buon cibo. Così, allo chef è stata data molta libertà sul menu, chiedendo soltanto che in alcuni piatti fosse utilizzato l’ingrediente chiave, la noce di cola.

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È importante sottolineare anche che i clienti potrebbero peraltro non notare il legame tra il ristorante e PepsiCo. Sempre Fortune ci svela che è impossibile scorgere una lattina di Pepsi o un riferimento in tutto il locale, bar compreso, che possa suggerire chi sia il proprietario.

Non si tratta di un concept store, né di un tentativo di rafforzare il marchio. Il ristorante è trendy, ma non eccessivamente, non si rivolge alle masse né soltanto ai turisti incuriositi.

Ma c’è da scommettere che in poco tempo chi siederà a quei tavoli scoprirà che alle spalle c’è proprio PepsiCo, che ne guadagnerà in termini positivi se i piatti saranno all’altezza. Non solo. Ne guadagnerà dal punto di vista della brand reputation grazie ad una strategia ottimale orientata a far parlare dell’azienda in termini nuovi.

Anna Tita Gallo

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