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oxfam climate changeOxfam lancia una nuova campagna per fermare il climate change e da’ la pagella all’operato dei governi internazionali al riguardo.

Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale hanno conseguenze catastrofiche sull’ambiente e sulla società e sono causati dalle attività umane, come ha confermato di recente la World Meteorological Organisation.

Il nuovo rapporto di Oxfam sottolinea che il cambiamento climatico può generare 25 milioni di bambini malnutriti in più e diminuire la produttività agricola del 2%, a fronte di un aumento della domanda del 14% per decennio. Sarebbe sufficiente il 5% del patrimonio delle 10 persone più ricche del mondo per l’adattamento climatico dei Paesi poveri.

Trovare una soluzione alle conseguenze del cambiamento climatico sarebbe dunque una questione soprattutto economica. Il nuovo studio di Oxfam da’ i voti ai governi per la loro azioni su 10 dimensioni chiave nella lotta alla fame e al cambiamento climatico. Oxfam rivela che, nelle aree prese in esame, tutti i Paesi sono impreparati ad affrontare l’impatto dei mutamenti del clima. Sono stati presi in esame i seguenti 10 punti:

1) Finanza internazionale per l’adattamento: voto: <1/10. I paesi ricchi si erano impegnati ad aiutare quelli poveri a finanziare progetti di adattamento ai cambiamenti climatici, ma fino ad oggi solo il 2% della cifra necessaria è stato messo a disposizione.

2) Assicurazione sui raccolti: voto: <1/10. Solo l’1% - e anche meno – degli agricoltori dei paesi poveri (come per esempio in Malawi), ha assicurato i propri raccolti: sarà difficile per loro sopravvivere in caso di perdita del raccolto a causa degli shock climatici. Negli Stati Uniti il 91% degli agricoltori ha un’assicurazione di questo tipo.

3) Irrigazione: voto: <1/10. In California viene irrigato l’80% della terra coltivabile. In Niger, Burkina Faso e Ciad, colpiti duramente da siccità cicliche, l’irrigazione riguarda meno dell’1% della terra coltivabile.

4) Ricerca e sviluppo in agricoltura: voto: <2/10. La diversità dei semi è diminuita del 75% negli ultimi 100 anni, riducendo la varietà delle colture più resistenti ai cambiamenti climatici. I paesi poveri spendono 1/6 di quanto spendono quelli ricchi in ricerca e sviluppo in materie agricole.

5) Previdenza sociale: voto: <3/10. In caso di mancanza di cibo o aumento di prezzi alimentari, solo il 20% della popolazione mondiale ha accesso a programmi di welfare adeguati, come mense scolastiche gratuite e assegni familiari.

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6) Previsioni meteo: voto: <3/10. le informazioni dalle stazioni meteo aiutano gli agricoltori a salvare il proprio raccolto. In California esiste una stazione ogni 2.000 chilometri quadrati, in Ciad una ogni 80.000.

7) Discriminazione di genere: voto: <5/10. Nei paesi in via di sviluppo, le donne rappresentano il 43% della forza lavoro in agricoltura, ma solo in rari casi sono proprietarie della terra e non hanno quindi la possibilità di adottare metodi di coltivazione più adatti a contrastare i cambiamenti climatici.

8) Riserve alimentari: voto: <5/10. Le riserve di grano mondiali sono ai minimi storici. Se i fenomeni meteorologici estremi e imprevedibili distruggeranno i raccolti in paesi produttori chiave, i prezzi del cibo potrebbero aumentare vertiginosamente, causando gravi crisi alimentari.

9) Investimenti in agricoltura: voto: <7/10. Solo 4 dei 20 paesi africani presi in esame da Oxfam hanno dichiarato di voler impegnare il 10% del loro budget nazionale in agricoltura.

10) Aiuti umanitari: voto: <6/10. i cambiamenti climatici determineranno crisi alimentari sempre più gravi, ma gli aiuti umanitari già non riescono a tenere il passo con la domanda. La differenza tra l'aiuto necessario e l'aiuto a disposizione è triplicato dal 2001.

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Il Quinto Rapporto di Valutazione su Impatti climatici, Vulnerabilità e Adattamento dell’IPCC, che sarà pubblicato il 31 marzo, metterà in evidenza che entro la fine del secolo i cambiamenti climatici causeranno forti cali della produttività media globale dei raccolti agricoli a fronte di una domanda di cibo che invece crescerà ogni decennio.

Si registreranno un aumento e una maggiore volatilità dei prezzi alimentari. Oxfam stima che il prezzo mondiale dei cereali potrebbe raddoppiare entro il 2030, e la causa sarebbe per metà da addebitare ai cambiamenti climatici. Mentre l’aumento di temperatura di 1,5 gradi avrà gravi ripercussioni sul nostro sistema alimentare, l'IPCC avverte che superata la soglia dei 3-4 gradi, avremo crisi alimentari globali totalmente fuori controllo. Allo stato attuale, secondo quanto comunicato da Oxfam, siamo sulla buona strada per raggiungere questa soglia nella seconda metà di questo secolo.

Scarica qui il rapporto Oxfam “Un clima che affama”.

Marta Albè

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