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premio_verde È partita ufficialmente la prima edizione del Premio "Economia Verde Emilia Romagna" rivolto alle aziende della Regione che si sono fatte promotrici di politiche imprenditoriali a favore dell'ambiente. L’evento, che avrà una cadenza annuale, è organizzato da Legambiente Emilia Romagna, con il contributo di Coldiretti Emilia Romagna e i patrocini della Regione Emilia Romagna, Aster, Anit e Unioncamere Emilia Romagna.

Si tratta di un premio simbolico che verrà consegnato alle iniziative più importanti avviate in campo ambientale in Emilia-Romagna, ha spiegato il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini. L’obiettivo, ha continuato Frattini, è quello di aiutare i consumatori a scegliere le aziende veramente “eco”, evitando così che si possa incappare in iniziative che abbiamo a che fare unicamente con il fenomeno del green washing. Il riconoscimento andrà dunque ad aziende o progetti di agricoltura, servizi o energie rinnovabili che saranno valutate sulla base dei benefici ambientali, sociali ed economici prodotti. Potranno dunque partecipare sia imprese specificamente attive nei settori della green economy (energie rinnovabili, raccolta differenziata, biologico) sia imprese attive in altri settori, ma che abbiano intrapreso azioni di miglioramento e valorizzazione ambientale della propria attività per ragioni quali: il risparmio di materie prima, il marketing, la responsabilità sociale ecc.

Le iniziative dovranno essere state avviate negli ultimi tre anni, e aver sede nella Regione. Le selezioni saranno aperte fino al 5 settembre, mentre l’assegnazione del premio 2010 avverrà tra settembre e ottobre. Le proposte verranno valutate da una giuria che comprenderà anche rappresentanti della Regione, Coldiretti, mondo imprenditoriale e ricerca.

L’assegnazione del Premio potrebbe essere dunque uno stimolo per le aziende emiliane a investire in iniziative imprenditoriali che abbiano a che vedere con il rispetto dell’ambiente. “In Regione dal 2000 ad oggi siamo passati da mezzo megavatt da fotovoltaico ai 90 odierni – ha spiegato Attilio Raimondi, ingegnere dell’assessorato regionale alle Attività produttive e sviluppo sostenibile – entro il 2020 l’obiettivo è 600. Da biomasse otteniano quasi 300 megawatt”. La crisi, ha aggiunto Raimondi, potrebbe essere un momento giusto per le imprese della Regione per esplorare nuove produzioni, come il fotovoltaico. In Emilia Romagna, ha concluso l’esponente della Regione, non esiste infatti nessuna azienda che produca pannelli fotovoltaici. È giunto il momento dunque che le aziende emiliane e romagnole inizino a investire in questa direzione. Che il premio Economia Verde possa fungere da stimolo?

Rosamaria Freda

 

 

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