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Sono Rosy Battaglia, Emanuele Bompan e Sergio Ferraris i vincitori ex aequo per la sezione giornalistica e Federico Bernini per la sezione fotografia della prima edizione di Reporter per la Terra, premio rivolto a giornalisti e fotografi per l'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica alla tutela del pianeta.

Premio speciale al direttore del Tg2 Marcello Masi per il programma "I Signori del Vino", che ha ricevuto il riconoscimento dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

"Un esempio di educazione ambientale attraverso le eccellenze del nostro territorio: dall'ambiente possono venire messaggi positivi", ha dichiarato Galletti, consegnando il premio speciale a Masi. I riconoscimenti sono stati assegnati a Roma in occasione della chiusura delle celebrazioni per la 43esima Giornata Mondiale dell'Ambiente delle Nazioni Unite.

I vincitori sono stati selezionati tra una rosa individuata dall'osservatorio scientifico di Earth Day Italia. I nomi dei vincitori avranno anche un pizzico di immortalità in uno dei luoghi più belli della Città Eterna: Earth Day realizzerà azioni di arredo urbano a Villa Borghese affiancando ad alberi e panchine donate da Engineering una targa con i loro nomi.

"Tutti devono sentirsi coinvolti nella sfida a un mondo più sostenibile - dichiara il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - è fondamentale in questo senso il ruolo dei mezzi d'informazione per accendere i riflettori sulle contraddizioni che stanno rendendo la Terra un luogo sempre meno vivibile".

Sergio Ferraris ha approfittato dell'occasione per dedicare il premio al collega undicenne Eric Barbizzi, che avrà 45 anni nel 2050, responsabile pagine Esteri di Giornalisti Nell'Erba, e "lanciare" l'iniziativa di portarlo alla Cop 21 a Parigi come inviato.

"I fondi li vorremmo trovare con un crowdfunding, metteremo tutta la produzione su un sito dedicato e vorremmo, io e Paola Bolaffio, fare anche altre iniziative. L'intento è quello di andare a Parigi a fare vero lavoro giornalistico, fuori dagli schemi e dalle solite logiche", ha detto Ferraris.

Motivazioni - "Dirige la rivista Qualenergia, un'iniziativa editoriale coraggiosa che cerca di rendere semplice ciò che è complesso, parla infatti di energia e rinnovabili interpretando dati, fornendo letture semplici di tecniche e tecnologie complesse. Un bimestrale che nasce per le PMI, il motore di riscatto del nostro Made in Italy e per i cittadini sensibili, motore della diffusione della conoscenza in questi tempi di web 2.0. Partecipa e sostiene iniziative per la promozione del giornalismo ambientale, è promotore e parte del direttivo di FIMA Federazione Media Ambientali e della Carta dell'informazione ambientale. Sperimenta nuove forme di diffusione e partecipazione editoriale attraverso la rete".

Rosy Battaglia, premiata per il suo duro e articolato lavoro sull'amianto e, più in generale, sui siti contaminati, ha invece ricordato al Ministro Gianluca Galletti che il suo lavoro di watchdog journalists, con Guido Romeo Gianluca De Martino e Davide J. Mancino, continua e che la petizione ‪#‎AddioAmianto per approvare entro il 2015 cinque misure per la trasparenza su questa sostanza è arrivata a 65mila firme. Continuano anche le inchieste civiche di Cittadini Reattivi.

"Tutto questo lavoro è sbarcato su Wired, ha dato luogo a un'inchiesta innovativa che ha integrato il lavoro giornalistico tradizionale con gli strumenti del data journalism per misurare davvero quanto è vasto e capillare il problema, e ha mappato i 38mila siti contaminati censiti dal Ministero dell'Ambiente", si legge nelle motivazioni.

Bompan, invece, è stato premiato per la sua una visione globale e a 360° delle questioni ambientali, che sa raccontare e inquadrare sia dal punto di vista politico che sociale. Ma anche perché conosce il principale inquinatore del mondo, gli Stati Uniti, come le sue tasche. Ed è proprio perchè in partenza per gli Usa che non ha potuto ritirare personalmente il premio.

"Partecipa a tutte le sfide del giornalismo del futuro, si occupa di open data e data journalism e legge i fatti trasversalmente, guardando all'economia, alla società e all'ambiente. Nell'anno dell'EXPO non poteva non parlare di sicurezza alimentare, un tema trascurato e che invece crea un cortocircuito tra le esigenze del business e delle persone, tra il rispetto della terra e la produzione di cibo. Per questo insieme a Pravettoni ha scritto l'Atlante FOOD4 – Geografie del Cibo. Un lavoro da geografo e giornalista come è, un lavoro che tenta una lettura organica sulle relazioni complicate tra cibo e pianeta. Scrive con il cuore e la testa, rischia di suo e così si guadagna la fiducia dei lettori", spiega la giuria.

Ma se da una parte la giornata ha celebrato l'informazione che ha a cuore l'ambiente, dall'altra è stata anche l'occasione per il ministro dell'Ambiente di "bacchettare" proprio i giornalisti.

"Non sono soddisfatto di come i giornali stampati e la tv trattano i temi ambientali, c'è un provincialismo assoluto e fortissimo. Vengo chiamato solo in occasione di una disgrazia, così i temi ambientali non li affronteremo mai. La stampa internazionale non si comporta così, questa è una cattiva pratica tutta italiana. Facciamo un patto - propone Galletti - se l'ambiente è uno dei temi con cui dovremo fare i conti nei prossimi anni, iniziamo allora a dare alle problematiche ambientali più visibilità in termini di buona informazione".

Peccato, però, che l'invito a dare più visibilità alle problematiche ambientali arrivi di fatto dallo stesso governo che, ad esempio, ha dato il via libera alle trivelle e ha tagliato gli incentivi alle rinnovabili, anche in maniera retroattiva. Tutto questo mentre in Italia ogni anno vengono stanziati 5,7 miliardi di euro di sussidi alle fonti fossili.

Come raccontano tanti e valenti giornalisti ambientali che, invece, ogni giorno si battono proprio per promuovere e migliorare la comunicazione ambientale e diffondere la cultura della sostenibilità, concorrendo in questa maniera alla vera tutela e valorizzazione dell'ambiente.

Giornalisti che sanno bene come, alla vigilia di un appuntamento importante come quello della COP21, che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, ancora troppe siano le timidezze che i governi stanno dimostrando.

Giornalisti che non danno affatto per scontato che verrà varato un accordo efficace, equo e incisivo, che permetta davvero di raggiungere l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.

Giornalisti che continuano a chiedersi perchè il nostro Paese non abbia ancora un piano low carbon.

Giornalisti come i colleghi Sergio, Rosy ed Emanuele, a cui vanno i complimenti di tutta la nostra redazione.

Roberta Ragni

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