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milano expo 2015 lavoro corruzioneExpo 2015, l'appuntamento con l'esposizione universale che vedrà al centro soprattutto Milano e la Lombardia è sempre più vicino. Ma l'Italia è davvero pronta?

Tra infiltrazioni della malavita e progetti ancora fermi sulla carta c'è da chiedersi quanto verrà realmente concretizzato rispetto alle aspettative iniziali.

Possiamo pensare ad un'occasione per il rilancio dell'economia italiana, ma non possiamo dimenticare le infiltrazioni della malavita, che contribuiscono a rendere la faccenda Expo piuttosto torbida.

Senza contare l'ampio spazio dedicato ad una vera e propria vetrina per le multinazionali dell'industria alimentare, un concetto che stride rispetto al tema centrale di Expo 2015, "Nutrite il Pianeta", che farebbe pensare ad un'idea di alimentazione sostenibile basata sull'agricoltura di piccola scala e sulle filiere locali come soluzione per garantire cibo a sufficienza nei Paesi in difficoltà.

"Expo 2015 non sia occasione di spreco e corruzione", questo il monito lanciato da Vandana Shiva nei confronti di Expo 2015. La manifestazione rischia di trasformarsi in una mera vetrina commerciale per il settore delle biotecnologie alimentari, trascurando temi caldi, come l'importanza del recupero e della promozione dell'agricoltura rurale.

Il modello di produzione del cibo che Expo 2015 presenterà per il futuro sarà quello industriale, basato su OGM e brevetti, o verrà fatto un passo avanti per promuovere la vera sovranità alimentare, basata sulla biodiversità, sui sistemi ecologici, locali e territoriali?

Expo 2015 e i tentacoli della 'ndrangheta: è davvero impossibile mantenere "pulita" una manifestazione che dovrebbe porre l'Italia in buona luce rispetto al resto del mondo? Lo scorso ottobre sono scattati 13 arresti in Lombardia e Calabria per associazione di tipo mafioso su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano.

Le cosche malavitose avrebbero rapporti con i politici, oltre che con il settore bancario e immobiliare, con i funzionari dell'Agenzia delle Entrate e con agenti di polizia. Un insieme di fattori che rischiano di compromettere la riuscita dei progetti che Expo vorrebbe promuovere in modo positivo per il Paese.

Commissariate, lo scorso novembre, le società Maltauro e Tagliabue, aziende coinvolte nelle indagini su Expo 2015 per quanto riguarda gli appalti relativi alle Vie d'Acqua. Il commissariamento è avvenuto su richiesta dell'Authority anti-corruzione.

Su quali aspetti dovrebbe puntare Expo 2015 per favorire la crescita del Paese? Sulla possibilità di offrire nuovi posti di lavoro e sul turismo. Le occasioni di lavoro – anche se saltuarie o per un tempo limitato alla durata della fiera – ci saranno, ma seguiranno davvero i numeri pronosticati?

Lo scorso febbraio Expo 2015 prometteva 9 mila nuovi posti di lavoro nel settore dei trasporti e per lo sviluppo delle infrastrutture. Le richieste di lavoro, a pochi mesi dall'inizio di Expo 2015, si stanno facendo strada sul web, in particolare attraverso le bacheche on-line dedicate alla ricerca e all'offerta di occupazione.

La Cgil ha fatto presente che Expo 2015 dovrebbe portare alla creazione di 4 mila posti di lavoro, una cifra decisamente inferiore rispetto ai 70 mila dichiarati. Pare in ogni caso che le offerte di lavoro sul web siano in crescita con un recente incremento del 21% per quanto riguarda l'area del milanese. Al di là delle promesse, più o meno mantenute, la durata degli impieghi sarà al massimo pari a 6 mesi, in corrispondenza dell'estensione dell'evento. Dopo la parentesi Expo 2015, hostess, camerieri, stewart, receptionist, commessi, promoter, barman e addetti alla ristorazione dovranno rivolgersi altrove, come del resto probabilmente sono già abituati a fare, vista la precarietà nel lavoro degli ultimi anni.

Sul fronte turismo le aspettative sono forse più rosee? I consumatori lamentano prezzi triplicati negli hotel in vista di Expo. Milano allora avrebbe deciso di correre ai ripari contro i rincari degli alberghi. Il dilatamento dei prezzi riguarderebbe i classici 100 euro per una camera doppia diventati magicamente 285 euro nelle "offerte speciali" per Expo.

Del resto, cosa potremmo aspettarci dal punto di vista della promozione turistica dopo il flop del lancio on-line di VeryBello? Il portale per la promozione della cultura e del turismo in Italia appena approdato sul web in vista di Expo 2015 ha scatenato ilarità e ironia tra gli utenti della rete negli ultimi giorni. I luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani che VeryBello raccoglie (e che vorrebbe sfatare) sono purtroppo confermati dai fatti: siamo il Paese con il maggior numero di siti Unesco nel mondo ma non sappiamo valorizzarli al meglio nemmeno in occasione di quella che viene descritta come un'opportunità imperdibile per rilanciare l'immagine dell'Italia nei confronti dei Paesi esteri e per invitare gli stranieri a visitare il nostro Bel Paese.

Per rimanere al passo con le richieste dei visitatori, italiani e non, che arriveranno a Milano per Expo 2015, alberghi e ristoranti dovrebbero prevedere prezzi trasparenti, menù plurilingue, piatti pensati per i bambini, acqua "del sindaco" gratuita in tavola, distribuzione di materiale informativo sulla fiera, accesso facilitato per i disabili.

E invece probabilmente i turisti e i visitatori si troveranno a pagare a peso d'oro una semplice tazzina di caffè preparata in tutta fretta in un qualsiasi bar di Milano e si chiederanno a che punto sia il progetto della linea M4 della metropolitana, promessa per facilitare gli spostamenti durante l'Expo.

Marta Albè

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