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imageUn legame strettissimo quello tra ambiente e salute, che sono sempre più strettamente correlati. I dati parlano da soli: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2012 l'inquinamento atmosferico ha causato 7 milioni di morti solo per patologie riconducibili alla cattiva qualità dell'aria.

E all'inquinamento ambientale possono essere ricondotte anche diverse forme tumorali: secondo il Professor Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità e fondatore dell'Istituto Europeo di Oncologia, nei prossimi anni il cancro colpirà un italiano su due. Un dato impressionante che porta a riflettere su quali siano le cause di un incremento di questa portata.

Di "medicina ambientale", dei problemi che questo ramo dell'arte medica studia, ma anche delle possibili soluzioni e delle strade alternative alle cure convenzionali, si parlerà a Torino il 22 e 23 maggio nel 4° Workshop Nazionale IMAGE (acronimo di Incontri sul Management della Green Economy), dedicato quest'anno al tema "Medicina ambientale e salute: verso la smart health", organizzato dall'Associazione Greencommerce in collaborazione con Greenews.info.

Il programma prevede un'apertura dei lavori con l'introduzione generale dei tre temi oggetto del focus (medicina ambientale, salute, smart health) e 7 tavole rotonde in due giorni, oltre a 2 side events e 1 special event, che distribuiscono complessivamente su quattro giorni, dal giovedì alla domenica, le iniziative legate all'edizione 2014.

Le prime due tavole rotonde, nella mattina del 22 maggio, approfondiranno, grazie all'apporto di studi e ricerche, il tema delle patologie legate alle diverse forme di inquinamento (ambientale, elettromagnetico, acustico) attraverso i focus sull'inquinamento outdoor (aria, acqua, terra) e indoor (casa, scuola, ufficio).

Nel pomeriggio dello stesso giorno saranno invece discussi gli aspetti legislativi e fiscali del settore, con la presentazione in anteprima dello studio "Chi inquina paga?", a cura della società di consulenza ECBA Project. Gli economisti Andrea Molocchi e Donatello Aspromonte si confronteranno con il Prof. Antonino Abrami, magistrato che lavora da anni alla costituzione di un Tribunale Europeo dell'Ambiente, sulle forme di deterrenza dell'attuale sistema normativo e sanzionatorio, le sue possibili evoluzioni, ma anche le possibili strade verso l'incentivazione, per premiare le imprese più virtuose, che riducono il proprio impatto ambientale a vantaggio della collettività (la cosiddetta "fiscalità ecologica").

Sempre il 22 maggio verranno approfonditi gli strumenti di prevenzione, attraverso un'ampia ricognizione divisa in due tavole rotonde: "Luoghi e Trasporti" (mobilità sostenibile, bioedilizia ecc.) e "Stili di Vita" (sport, alimentazione, cosmesi ecc.). Le cure, tramite il ricorso a forme di medicina non convenzionale, apriranno invece la seconda giornata di lavori, il 23 maggio. Si parlerà di fitoterapia, naturopatia, omeopatia e medicine tradizionali, quei rimedi ai quali la stessa Organizzazione Mondiale Sanità ha dedicato un importante studio contenente le linee guida per il periodo 2014-2023.

Chiuderà il workshop il tema della "smart health", la sanità del futuro nella smart city, che dovrà trovare il giusto mix di innovazione tecnologica e recupero di una dimensione più umana e sostenibile nel rapporto tra medico e paziente e tra paziente e struttura ospedaliera, come elaborato nel manifesto del Prof. Luigi Fontana sul "Nuovo Rinascimento italiano".

Nell'ambito della smart health, del resto, si stanno aprendo importanti opportunità di crescita economica e sviluppo per le aziende della green economy. A partire dalla prevenzione, che dovrebbe coinvolgere, al di là delle abitudini del singolo, il sistema nel suo complesso, la progettazione delle smart city, le modalità di produzione e distribuzione delle merci, le tecniche e i materiali con cui si costruiscono gli edifici, i mezzi e i carburanti con cui ci si muove.

La sanità del futuro dovrà concretizzarsi attraverso la realizzazione di "green hospitals", che abbiano in maggiore considerazione il comfort e la salute del malato e minimizzino gli impatti ambientali, aumentando anche l'efficienza energetica. La "smart health" dovrà quindi saper bilanciare la componente di innovazione tecnologica con il fattore umano. Solo in questo contesto le cosiddette "medicine non convenzionali" (fitoterapia, naturopatia, omeopatia, medicine tradizionali), potranno apportare il loro prezioso contributo. Senza contare che dalla prevenzione potrà venire un valido aiuto per alleggerire il bilancio dello stato, non tagliando, per una volta, posti letto e farmaci a disposizione degli ospedali, ma migliorando la qualità della vita dei cittadini.

Veronica Ulivieri

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