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reactSistemi di accumulo, la vera rivoluzione del fotovoltaico dipenderà dalla loro diffusione e dalla capacità di essere utilizzati a breve. Al momento, uno dei limiti delle energie rinnovabili, ed in primis del solare, sta nel fatto che non è semplice né economico immagazzinare l'energia prodotta grazie al sole. Se n'è parlato anche in occasione della fiera Ecobuild di Londra. Ma il settore delle batterie sta procedendo passi da gigante.

È ormai chiaro in tutto il mondo che oltre a migliorare l'efficienza delle celle, cosa ancor più importante è conservare l'energia attraverso i sistemi di accumulo, mettendola a disposizione per i periodi "di magra", come la notte ad esempio.

Si lavora in questa direzione negli USA, dove di recente un gruppo di start-up americane che si occupa di sistemi intelligenti, che fa capo a GNC, ha messo a disposizione dei propri clienti un finanziamento ad anticipo zero per lo stoccaggio intelligente dell'energia. In Italia tocca ad Eni, che ha da poco siglato un accordo col Cnr per la ricerca sulle batterie.

Di vera e propria rivoluzione energetica, però, per ora si parla soprattutto in California e in Germania, dove le ricerca sui sistemi di accumulo stanno già dando i loro frutti. I tedeschi stanno puntando sulla ricerca sulle nuove batterie. Un nuovo sistema di stoccaggio viene dalla società Power One, si chiama REACT (Renewable Energy Accumulator and Conversion Technology) ed è stato lanciato finora in Germania e in Italia.

Di che si tratta? Un inverter collegato alla rete monofase 4,6kW accoppiato ad una batteria agli ioni di litio. A differenza delle comuni unità di stoccaggio molto spesso non adatte a favorire l'autoconsumo totale o un uso off-grid, React, presentato a settembre, è stato progettato per far sì che la curva di produzione di energia elettrica finisca per coincidere con quella del consumo. L'inverter fotovoltaico è abbinato a una batteria da 2 kWh. Secondo quanto riferito dal product marketing manager di Power One Cesare Lancini a PV Tech in occasione della fiera Ecobuild.

Un'altra soluzione è offerta da Oxis, da tempo è al lavoro sullo sviluppo di tecnologie basate sul litio e zolfo. Dalle batterie con celle di zolfo a quelle con polimeri di litio per i sistemi di batterie dei veicoli elettrici, sono stati concessi 51 brevetti e altri 30 sono in attesa di riscontro. Intanto, secondo le ultime analisi il 2015 potrebbe essere l'anno di svolta per il settore dello storage in Italia, pronto a rivoluzionare il mercato dell'energia elettrica.

Francesca Mancuso

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