Menu

ue dazi fotovoltaico cinese definitiviIl Consiglio europeo ha adottato, definitivamente, le misure antidumping e antisussidi contro il fotovoltaico cinese. Confermato anche l'accordo con la Cina di agosto.

Con un documento ufficiale il Consiglio ha accettato e confermato quanto deciso in estate dalla Commissione e in particolare dal commissario europeo al Commercio Karel De Gucht. I dazi a celle e pannelli fotovoltaici made in China, o venduti dai cinesi, sono ufficialmente in vigore per un periodo di due anni eventualmente rinnovabile.

Quanto deciso nell'agosto di quest'anno è stato confermato, compreso l'accordo sul prezzo minimo e il tetto massimo per l'importazione di fotovoltaico prodotto dalle aziende cinesi che hanno collaborato con la Commissione UE: 56 centesimi di euro al Watt e 7 GW annui massimi di import dalla Cina.

Milan Nitzschke, presidente della lobby europea EU ProSun dei produttori di celle e pannelli fotovoltaici che aveva dato vita con un reclamo all'indagine che poi ha portato all'imposizione dei dazi, è soddisfatto a metà: "Finalmente l’UE si è decisa a mettere in pratica delle misure contro il dumping cinese. I nuovi dazi del 48% circa compensano, anche se solo in parte, gli investimenti che lo stato cinese impiega per respingere i produttori europei o non cinesi dal mercato del solare. Si tratta di una battaglia tra economia pianificata ed economia di mercato. Senza questi dazi le aziende che si muovono nell’ambito di un’economia di mercato sarebbero completamente alla mercé dell’economia di stato cinese".

Tuttavia Eu ProSun spiega che i prezzi minimi stabiliti con l'accordo estivo sono ancora troppo bassi: "Ci aspettiamo che il Tribunale dell’Unione europea prima o poi dichiari nullo il regolamento relativo al prezzo minimo. A quel punto i dazi saranno validi per tutte le importazioni solari cinesi. Solo in tal caso il mercato solare europeo sarà libero: libero da sovvenzioni statali alle esportazioni e libero dal dumping".

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI, critica invece l'atteggiamento della UE che a suo avviso non è in grado di fare la voce grossa con la Cina: "La volontà politica dell’Unione Europea in questa disputa non lascia dubbi: mettere da parte ogni evidenza che ponesse in luce il comportamento illegittimo e predatorio da parte dei produttori di moduli fotovoltaici cinesi e scegliere la via negoziale…. Una scelta che mette in luce tutta la debolezza politica dell’Europa di fronte allo strapotere economico cinese".

L'altra campana, cioè la lobby pro-cina AFASE, non ha ancora commentato l'imposizione definitiva dei dazi e si è limitata a comunicarne l'entrata in vigore.

Il documento del Consiglio contiene anche indicazioni precise su come e quanto la Cina ha incentivato la produzione di fotovoltaico, azienda per azienda, con sussidi pubblici:

fotovoltaico cinese sussidi statali percentuale

Alla luce degli aiuti statali ricevuti in Cina, la UE ha calcolato la percentuale di danno causato ai produttori europei da ogni azienda e imposto dazi commerciali per riequilibrare il mercato. Anche in questo caso si tratta di percentuali per ogni singolo produttore:

1fotovoltaico cinese dazi ue percentuale definitiva

I dazi e l'accordo con la Cina sono in vigore dal 6 dicembre 2013 e dureranno, come già detto, per due anni. Durante i quali potranno essere modificati, se ritenuto necessario: dopo almeno un anno dalla data di introduzione le tariffe punitive potranno essere riviste se richiesto da una azienda europea che porterà motivazioni convincenti. Altrimenti, anche prima dell'anno, potrebbe essere la stessa Commissione a rimodularle di sua iniziativa.

Per consultare il documento dell'UE clicca qui

Peppe Croce

LEGGI ANCHE:

Fotovoltaico: accordo Cina-Ue sui dazi favorirà Taiwan e Corea

Dazi fotovoltaico: pubblicato l'accordo UE-Cina, IFI furiosa

L'accordo sui dazi al fotovoltaico rilancerà il mercato?

Isofoton: i dazi ai cinesi fanno bene al fotovoltaico europeo

GreenBiz.it

Network