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ddl stabilità rinnovabili capacity paymentTermoelettrico batte rinnovabili 2-0, assist del Governo Letta. La lobby italiana delle centrali elettriche a fonti fossili ottiene due risultati storici con l'approvazione del maxiemendamento al Ddl Stabilità: arriva il capacity payment e lo pagano le rinnovabili.

"Con 171 voti favorevoli, 135 contrari e nessuna astensione il Senato il 26 novembre ha approvato l'emendamento 1.900, interamente sostitutivo del disegno di legge di Stabilità (ddl n. 1120), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia". Il Ddl Stabilità, per come modificato dal Governo, ha passato l'esame del Senato dopo che la Commissione Bilancio non aveva trovato l'accordo.

Le novità per il settore energetico sono sostanziose e sostanziali: indietro tutta sulle rinnovabili, largo spazio al termoelettrico che chiedeva, e ha ottenuto, l'anticipo al 2014 dell'entrata in vigore del cosiddetto "capacity payment" o "capacity market". Cioè del pagamento delle centrali elettriche tradizionali a gas, petrolio e carbone anche per l'elettricità che potrebbero produrre in caso di necessità. Come quando le rinnovabili si fermano per mancanza di sole o vento.

Questa misura, che dovrebbe salvare i conti degli operatori termoelettrici in profonda crisi a causa dell'abbondante produzione di energia verde, è contenuta nel comma 99 del maxiemendamento:

L'Autorità per l'Energia elettrica e il Gas, con effetto dal 2014, definisce le modalità dintegrazione del corrispettivo di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 19 dicembre 2003, n. 379, senza nuovi o maggiori oneri per prezzi e tariffe dell'energia elettrica, anche disponendo un'adeguata partecipazione delle diverse fonti ai costi per il mantenimento della sicurezza del sistema elettrico.

Due, quindi, i vantaggi per il termoelettrico: il primo è la data del 2014, tre anni prima del 2017 inizialmente previsto per l'entrata in vigore del mercato della capacità; il secondo sta nella frase "anche disponendo una adeguata partecipazione delle diverse fonti ai costi".

Questo vuol dire che, poiché la misura non deve avere ripercussioni sulle bollette elettriche degli italiani, il capacity payment lo pagheranno le fonti non fossili. Cioè le rinnovabili: eolico, idroelettrico, fotovoltaico, geotermia etc etc.

In un colpo solo i termoelettrici portano a casa i soldi per una produzione elettrica che non faranno ma che potrebbero essere chiamati a fare e una "mazzata" per le rinnovabili. Che renderà sempre meno appetibile investire in energia verde in Italia. Non potevano chiedere di più a questo Governo.

Ma non tutto è perduto per le rinnovabili: il Ddl Stabilità, dopo l'approvazione in Senato, passa ora alla Camera per il voto definitivo e potrebbe subire modifiche. Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ha annunciato battaglia affermando che il capacity payment non può essere introdotto a spese delle fonti pulite.

Ed è proprio quello che chiede l'Associazione Nazionale Energia dal Vento (ANEV) che, in una nota, annuncia battaglia contro il Governo se il capacity payment a scapito delle rinnovabili non verrà eliminato. Si legge in una nota rilasciata questa mattina dall'ANEV: "L'idea è quella di far pagare alle rinnovabili le difficoltà dei termoelettrici: questo non è accettabile per il settore eolico, che è stato già oggetto di ripetuti assalti negli ultimi tempi e non è in condizione di sopportare ulteriori incomprensibili interventi retroattivi".

Anche perché, spiega l'associazione dell'eolico italiano, il settore si è già visto addebitare la Robin Tax, l'IMU sugli aerogeneratori, il taglio del 22% sui Certificati Verdi. E, per di più, il capacity payment puzza molto di aiuto di Stato e potrebbe essere contrario alla normativa europea. Per questi motivi "L’ANEV, a tutela e difesa dei diritti del settore eolico e degli operatori industriali suoi associati, verificherà in ogni sede la correttezza della norma e di ogni atto che ne dovesse discendere".

Peppe Croce

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