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Investire nel fotovoltaico in Romania, così come nell'eolico, sarà presto meno conveniente. Il Governo romeno, guidato dal giovane socialdemocratico Victor Ponta, taglia per decreto gli incentivi statali tramite i certificati verdi.

Rinnovabili sotto attacco anche in Romania: il Governo Ponta ha infatti messo a punto un decreto che riduce il numero di Certificati Verdi assegnati per ogni MWh prodotto da fonte eolica o fotovoltaica. Lo scopo della manovra è quello di ridurre i costi delle rinnovabili e abbassare il peso delle bollette pagate dai cittadini romeni.

La notizia è riportata sul sito dell'Osservatorio sui Balcani e il Caucaso, che spiega anche come all'eolico sia stato tolto un certificato verde (sui due che ne prendeva per ogni MWh) mentre al fotovoltaico ne siano stati tolti addirittura due. Un incentivo statale, quindi, molto meno attraente che in passato.

Il taglio degli incentivi romeni è nell'aria da tempo. Come ha spiegato lo stesso Ponta, però, non era più rinviabile: "Abbiamo dovuto trovare una soluzione equilibrata che permetta agli investitori di avere profitto, ma che non penalizzi altri settori o le famiglie". Gli fa eco il suo ministro dell'Energia, Costantin Nita: "L’attuale regime di incentivi è il più generoso di tutta l’Unione europea e questo ha avuto un impatto negativo sui consumatori e sulle industrie".

Dinamiche praticamente identiche a quelle di altri paesi europei, come Germania e Italia, dove le rinnovabili sono cresciute molto in fretta e hanno iniziato a dare fastidio al termoelettrico. Basti pensare, solo per citare gli ultimi due impianti fotovoltaici allacciati in rete, ai due parchi fotovoltaici in Romania di Enel Green Power.

Ma la Romania di Ponta aggiunge un altro fattore, non certo indifferente: l'apertura ufficiale del Governo allo sviluppo dello shale gas con il fracking. "Continueremo a sostenere gli investimenti di Chevron per l’esplorazione del gas di scisto fino al 2017-2018 se l’esistenza dei depositi sarà confermata", ha detto Ponta e ha riportato ancora l'Osservatorio aggiungendo che, quando era all'opposizione, l'attuale premier lottava con il coltello tra i denti contro il gas di scisto. Anche in questo la Romania è molto simile a tanti altri paesi europei.

Peppe Croce

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