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turchia boom fotovoltaicoEntro il 2020 la Turchia sarà uno dei mercati più floridi per il fotovoltaico, con un installato complessivo che potrebbe raggiungere i 4, se non addirittura 6 GW. La previsione è di Solarpraxis, casa editrice del noto giornale online di settore PV Magazine.

I fattori che rendono plausibile questo boom del fotovoltaico turco sono moleplici. Il primo è la richiesta di energia elettrica, che va di pari passo con la crescita economica: la domanda elettrica turca cresce del 6% l'anno ed entro il 2021 la Turchia dovrà disporre di 29 GW di nuova potenza e sostituire vecchi impianti per 20 GW.

Parallelamente il costo dell'energia elettrica pagato dai turchi è cresciuto dell'11% l'anno dal 2006 ad oggi, a causa del prezzo del gas naturale importato da Iran e Rusia. Importazioni che costituiscono anche un forte limite geopolitico.

A queste motivazioni si aggiungono alcune caratteristiche della Turchia molto vantaggiose per il fotovoltaico: una insolazione annua media di 1.527 kWh al metro quadro (frutto della media tra i 1.400 del nord e i quasi 2.000 kWh del sud del paese), molto simile a quella del meridione italiano, e la disponibilità di vasti spazi semidesertici al centro del territorio turco.

Allo stato attuale, però, il fotovoltaico in Turchia quasi non esiste: meno di 10 MW installati a fine 2012. Ma secondo Matthias Kittler, analista di Solarpraxis, è plausibile una crescita tra i 500 e gli 800 GW entro il 2015 e tra i 3,8 e i 6,5 GW entro il 2020.

Sempre secondo Kittler è ipotizzabile che l'energia prodotta dal fotovoltaico avrà un costo di 15 centesimi di dollaro al kWh, mentre già oggi i turchi pagano 16 centesimi il kWh per le utenze residenziali e 14 centesimi in caso di utenza industriale.

Il fotovoltaico turco, quindi, potrebbe nascere già in grid parity, ma la Turchia ha scelto una tariffa incentivante della durata di dieci anni e del valore di 13,3 centesimi al kWh. E, per i primi cinque anni, il Conto Energia turco prevede anche un ulteriore bonus da 6 centesimi per il fotovoltaico prodotto con componenti locali.

A fronte di molti vantaggi, ci sono anche alcuni problemi da superare. Soprattutto amministrativi e autorizzativi. Le procedure sono molto semplici fino ai 500 kW, ma oltre questa soglia si entra in un iter burocratico non indifferente. Sembrerebbe, però, che entro poche settimane dovrebbe arrivare l'estensione a 1 MW dell'esenzione dalle procedure. Un po' come si era fatto all'inizio in Italia, dove sotto il MegaWatt non era necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale.

A breve ci sarà la gara pubblica per l'installazione di grandi impianti per una potenza complessiva di 600 MW e ci sono già richieste da 409 aziende, che vorrebbero installare oltre 10 GW. E ciò toglie ogni dubbio sull'attrattività del fotovoltaico in Turchia.

Peppe Croce

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