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tubi acciaioÈ guerra commerciale, a suon di dazi, tra l'Europa e la Cina. Dopo l'annuncio da parte della Commissione europea di imporre dazi antidumping sui pannelli solari cinesi, Pechino risponde annunciando l'apertura di un'indagine anti-dumping a carico di alcuni tipi di tubi in acciaio provenienti da USA, UE e Giappone.

Secondo quanto dichiarato lo scorso 10 Maggio dal Ministero del Commercio cinese, l'indagine riguarderebbe prodotti di esportazione per caldaie e tubi per le centrali nucleari, che sarebbero stati venduti a prezzi inferiori al mercato nazionale. Non sono note, a oggi, le aziende che sarebbero coinvolte. Quel che è certo che si tratta solo dell'ultima mossa nella lunga partita di contenziosi commerciali tra la Cina e altri Paesi. Dati cinesi hanno mostrato che sono ben 21 le nazioni che hanno lanciato indagini commerciai contro il Paese asiatico nel 2012. Solo nel primo trimestre del 2013, sono state lanciate 22 indagini da parte di 12 nazioni.

Continua, intanto, la polemica sull'introduzione di misure antidumping provvisorie sui prodotti fotovoltaici cinesi da parte dell'Europa, che si appresta a seguire le orme degli Stati Uniti a partire dal prossimo 05 Giugno, data in cui i dazi (stimati a un valore medio del 47%) entreranno in vigore. In particolare, la Germania ha sollecitato l'adozione di una soluzione diplomatica: il portavoce del governo Steffen Seibert ha rivelato che il Paese guidato dalla cancelliera Merkel sta lavorando per raggiungere una soluzione reciprocamente vantaggiosa, sia per l'Unione che per la Cina.

"Abbiamo bisogno di trovare una soluzione concordata, che produrrà una leale concorrenza con le importazioni di prodotti solari dalla Cina. Per questo abbiamo bisogno di continuare a lavorare su un accordo", avrebbe detto, secondo fonti internazionali, Seibert. A questo si aggiunge anche la dichiarazione di un portavoce del ministero dell'Economia tedesco, che ha parlato di una posizione della Commissione europea troppo "dura", auspicando un dialogo politico per cercare di arrivare a una soluzione amichevole. Giova ricordare, a tal proposito, che, invece, secondo una fonte anonima vicina al Commissario Europeo per il Commercio Karel De Gucht sarebbe stato proprio il peso della Germania a spingere verso l'adozione della misure contro i prodotti solari cinesi.

Roberta Ragni

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