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HcpvtIBM sta lavorando alla realizzazione di un sistema fotovoltaico innovativo, economico e ad altissima efficienza energetica, in grado - almeno in linea teorica - di concentrare l'energia di ben 2.000 soli.

Ieri, nella Giornata della Terra, IBM ha diramato un comunicato stampa in cui annuncia l'attivazione di una collaborazione con diversi istituti di ricerca svizzeri per approfondire lo studio di un sistema ad energia solare capace di convertire l'80% delle radiazioni accumulate in energia utilizzabile.

Il sistema in questione è l'High Concentration PhotoVoltaic Thermal (HCPVT) che, oltre a produrre energia solare a basso costo e con rendimenti elevatissimi, dovrebbe essere anche in grado di desalinizzare l'acqua e raffreddare l'aria, e sarebbe pertanto utilizzabile in luoghi remoti e assolati, come ad esempio le aree desertiche del globo terrestre.

D'altra parte, secondo il Global Concentrating Solar Outlook 2009, un report pubblicato congiuntamente da Greenpeace e dalla European Solar Thermal Electricity Association, il 2% del deserto del Sahara sarebbe sufficiente per produrre l'elettricità necessaria a tutto il mondo.

Sfortunatamente, la tecnologia solare disponibile al momento sul mercato è troppo costosa, oltre a non avere l'efficienza necessaria per rendere convenienti (e possibili) delle installazioni così vaste. Al contrario, a detta dei ricercatori coinvolti nel progetto, il sistema HCPVT potrebbe essere in grado di produrre energia a costi sostenibili in luoghi del mondo in cui scarseggiano acqua e aria fresca.

Il prototipo HCPVT è un ampio disco parabolico composto di una miriade di specchietti ed è realizzabile a costi molto contenuti. Il dispositivo è collegato ad un sistema di tracciamento che stabilisce, sulla base della posizione del sole, qual è l'angolazione migliore per catturare la maggiore quantità possibile di raggi. Ciascuno dei chip collegati alla superficie del disco, della misura di un centimetro quadrato, può convertire, in media, 200-250 watt di energia, in una giornata soleggiata di otto ore.

I sistemi a concentrazione esistenti sono in grado di raccogliere l'energia elettrica, ma dissipano l'energia termica nell'atmosfera: HCPVT, invece, grazie al suo innovativo sistema di raffreddamento, annulla il rischio di surriscaldamento dei chip e rende possibile l'utilizzo dell'energia termica generata per altri scopi, come la desalinizzazione dell'acqua.

Nel video che segue, Bruno Michel, membro del team IBM di Zurigo, spiega le caratteristiche e il funzionamento del prototipo HCPVT: