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pannelli fv 0L'hanno chiamata la "guerra del fotovoltaico". È quella che si sta svolgendo, senza esclusioni di colpi, tra Cina ed Europa, e riguarda i possibili provvedimenti antidumping che l'Unione Europeapotrebbe intraprendere contro celle, moduli e vetri fotovoltaici provenienti dalla Cina. Preludio dell'introduzione di dazi compensativi sui prodotti cinesi è l'obbligo di registrazione alle dogane. Proprio a tal proposito, l'Alliance for Affordable Solar Energy (AFASE) ha organizzato lo scorso Venerdì, presso la Commissione Europea a Bruxelles, un'audizione.


Alcuni dirigenti del settore dell'energia solare, provenienti da diversi stati membri della UE, hanno cercato di dimostrare che la registrazione dei moduli fotovoltaici prodotti in Cina è ingiustificata e contribuirà ad aumentare la già elevata incertezza esistente nel mercato. Certo, dice l'Afase, la registrazione in quanto tale è semplicemente un passaggio amministrativo, ma renderebbe possibile la retroattiva introduzione di dazi sui prodotti per l'energia solare. Ciò sta creando grande insicurezza, come ci avevano già spiegato Alberto Cuter, Country Manger Jinko Solar, e Massimo Poli, Account Manager Hanwha SolarOne. Anche Gifi, Assosolare e Aper avevano messo in guardia sulla situazione critica del settore, dicendo no all'incertezza normativa e alla retroattività.

"L'obbligo di registrazione ha già avuto un impatto negativo sul mercato italiano. Dopo l'annuncio, i prezzi dei pannelli sono aumentati di almeno il 20% in pochi giorni, e saranno sicuramente destinati a salire ancora di più quando le scorte già sdoganate saranno esaurite", ha dichiarato Paolo Rocco Viscontini, Amministratore delegato della società italiana di distribuzione Enerpoint. Per Ingmar Kruse, Amministratore delegato del società tedesca di project management Storm Energy, "l'annuncio di eventuali dazi retroattivi imposti sui moduli ha avuto un enorme impatto negativo sulla nostra azienda. I clienti stanno smettendo di comprare impianti solari. Abbiamo già dovuto lasciare a casa dei lavoratori".

E ancora: "la registrazione e le discussioni sui dazi sull'importazione stanno portando ad una situazione di stallo nel mercato olandese: clienti e fornitori sono in attesa di decisioni formali da parte della Commissione Europea e nessuno sa cosa aspettarsi. Se la Commissione Europea imporrà dei dazi, ci sarà una tremenda perdita di posti di lavoro in Olanda e l'approvvigionamento energetico sostenibile europeo sarà più lontano che mai" ha detto Dennis Gieselaar, Direttore responsabile di Oskomera Solar Power Solutions, il più grande fornitore olandese di prodotti e servizi per l'energia solare.

Intanto, sempre la scorsa settimana, 1024 rappresentanti di compagnie dell'industria del fotovoltaico europeo hanno inviato una lettera aperta al Commissario Europeo per il Commercio Karel De Gucht, esprimendo forti preoccupazioni riguardo al potenziale esito dell'indagine antidumping e antisovvenzioni condotta dalla Commissione Europea contro i produttori cinesi di prodotti per l'energia solare. Tutti i firmatari appoggiano pienamente il punto di vista dell'AFASE.

La missiva sottolinea gli effetti negativi di possibili dazi sulla crescita dell'energia solare nell'Unione Europea e sulla creazione di lavoro in Europa. "Non ci sarebbero vincitori, ma solo perdenti a danno dell'intera industria del solare dell'Unione Europea", conclude Wouter Vermeersch, amministratore delegato della compagnia belga Cleantec trade, convinto che il danno ai fornitori supererebbe i benefici per i produttori di fotovoltaico europei. Resta da dire che, comunque, non tutti la pensano così, come Eu ProSun o il Comitato Ifi.

"Il dumping è il problema fondamentale del mercato europeo solare. Le quotidiane violazioni del diritto del commercio internazionale da parte della Cina distruggono migliaia di posti di lavoro in Europa. Tollerare questa situazione permetterà alla Cina di creare un monopolio nel settore dell'energia solare, con un conseguente effetto disastroso sull'industria europea solare, che riguarderà fornitori, produttori di apparecchiature e migliaia di installatori. Questo perché un regime di monopolio porterà a un innalzamento, e non a un abbassamento, dei prezzi", aveva spiegato il presidente Milan Nitzschke.

Per leggere la lettera al Commisario De Gucht e la lista dei firmatari clicca qui.

Roberta Ragni

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