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fotovoltaicoFotovoltaico in Bulgaria. Poco più di 10 giorni fa, era il 13 Marzo, la Corte Suprema bulgara (VAS) ha revocato la tassa di accesso alla rete di distribuzione del Paese per le fonti energetiche rinnovabili, compresa quella solare, imposta dalla DKEVR, la Commissione per la regolamentazione dell' energetica e le risorse idriche, nel settembre 2012. Il problema, ora, è che la sentenza non tocca tutti gli impianti, ma solo alcuni.

Tutto inizia con tre cause specifiche, intentate da altrettante società, la Alpha star OOD, la Fotovoltaic energy Source OOD e la IBV – SOLAR OOD. Sono loro che si sono rivolte alla Commissione Europea, citando in giudizio la DKEVR per l'illegittimità della misura, peraltro imposta retroattivamente, che decurtava utili tra il 2% e il 40%. Poi l'arrivo della sentenza: la tassa di accesso introdotta solo per i produttori di energia rinnovabile è discriminatoria, anche perché non è legata alle spese reali per la fornitura del servizio, ma alla data di messa in funzione degli impianti.

Per questo l'Associazione fotovoltaico bulgaro (BPVA) parla di violazione dei principi di competitività. "I motivi principali della decisione della Corte sono da ricercare proprio nell'atteggiamento discriminatorio del regolatore e nell'iniquità che si crea tra le varie imprese energetiche - afferma la BPVA-. Poi ci sono anche la mancanza di criteri oggettivi per il calcolo del canone di accesso, la mancanza di trasparenza della decisione adottata dalla DKEVR e la violazione dei principi di competitività". Per questo centinaia di cause sono state intentate in segno di protesta dai vari produttori di energie rinnovabili.

La VAS ha revocato la quota di accesso alla rete per gli impianti realizzati nel 2010 e all'inizio del 2011 e anche per quelli costruiti dal 1 gennaio al 30 giugno 2012 con una capacità di 30 kW, che hanno dovuto pagare il 39% del loro reddito. Tuttavia la BPVA spera che queste decisione venga estesa a tutti gli impianti fotovoltaici e di altre energie rinnovabili.

Roberta Ragni

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