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tettiverdifotovoltaiciI tetti degli edifici commerciali francesi di nuova costruzione dovranno essere verdi o fotovoltaici. All'esame del governo d'oltralpe una norma che prevede novità per le nuove strutture.

La legge, approvata dal parlamento lo scorso giovedì, prevede che i tetti delle nuove costruzioni dovranno essere obbligatoriamente ricoperti di piante o di pannelli fotovoltaici per la loro intera superficie.

La formulazione finale della legge è più limitata rispetto alle richieste degli attivisti francesi, che puntavano ad estendere a tutti gli edifici le novità. Il governo socialista ha invece ristretto il campo di applicazione a quelli commerciali.

Essa è stata resa meno onerosa per le imprese imponendo loro che una parte del tetto possa essere coperta da verde e un'altra dai pannelli solari per produrre elettricità.

Vantaggi? I nuovi tetti garantiscono la conservazione dell'acqua piovana, contribuendo così a ridurre i problemi del deflusso, favorendo la biodiversità e dando anche ali uccelli un posto per nidificare nella giungla urbana, secondo gli ecologisti. Ma non solo. Contribuiscono soprattutto a ridurre la quantità di energia necessaria per riscaldare un edificio in inverno e garantiscono il fresco d'estate.

La Francia sembra dunque puntare in maniera più decisa sulle rinnovabili. All'inizio del mese inoltre il Senato ha votato il disegno di legge sulla transizione energetica che prevede “azione e mobilitazione” impegnando l'intero paese “i cittadini, le imprese, i territori e le autorità pubbliche” a rafforzare l'indipendenza energetica del paese, riducendo al tempo stesso i gas serra e “dando a tutti gli strumenti concreti per accelerare la crescita verde”.

I tetti verdi sono molto diffusi in paesi come la Germania e l'Australia. La canadese Toronto ha adottato un decreto di legge nel 2009 per introdurli negli edifici industriali e residenziali.

E in Italia? Anche il nostro paese ha avviato un'iniziativa simile. Dal 2014 vi è l'obbligo del 35% della quota di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti e sarà valido con questa percentuale fino al 31 dicembre 2016. Dal 1° gennaio 2017, la quota obbligatoria salirà al 50%.

Francesca Mancuso

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