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birra energia solareProdurre birra grazie all’energia solare. È il primo passo che segna per Heineken la svolta verso le rinnovabili nella produzione della birra? Il gruppo olandese ha deciso di integrare per i propri siti in Austria, Portogallo e Spagna strutture per la produzione di energia solare con il sopporto della società austriaca AEE.

Ottimizzare l’utilizzo dell’energia è una continua sfida per le imprese, con particolare riferimento all’industria delle bevande. Nei propri siti in Austria, Spagna e Portogallo Heineken ha installato 7850 metri quadri di pannelli solari in collaborazione con AEE.

L’energia termica ed elettrica necessaria per la produzione della birra attualmente è prodotta principalmente dai combustibili fossili. Il consumo di energia termica per ettolitro di birra prodotta si aggira tra i 16,7-33,3 kWh, mentre l'utilizzo aggiuntivo di energia elettrica ammonta a 7,5-11,5 kWh.

Pannelli solari termici e collettori solari sottovuoto sono adatti a realizzare tutti i processi termici necessari alla produzione della birra e alla lavorazione del malto, che richiedono temperature comprese tra i 25° e i 105° C. AEE vuole dimostrarlo all’interno del progetto europeo di ricerca e sviluppo SolarBrew.

Il sito di produzione della birra Heineken in Austria è già stato dotato di 1300 metri quadri di pannelli solari collegati ad un serbatoio d’accumulo di acqua calda da 200 metri cubi. A Valencia è prevista la realizzazione di un’area di circa 1600 metri quadri adibita a pannelli solari termini. Qui l’energia solare verrà utilizzata per il processo di pastorizzazione.

A Vilonga verrà realizzato un impianto solare per riscaldare l’aria utilizzata nell’essiccazione del malto verde, con un sistema di accumulo di energia non pressurizzato. Il rapporto di copertura solare per i tre processi è suddiviso in circa il 20 per cento per l’essiccazione del malto, più o meno il 30 per cento per la fermentazione e il 45 per cento per la pastorizzazione. In totale la potenza prodotta dagli impianti solari per la fornitura dei tre processi a bassa temperatura è di circa 5 MW.

Poiché le aziende produttrici di birra e gli stabilimenti della lavorazione del malto hanno generalmente strutture di approvvigionamento di energia simili, i partner del programma prevedono sulla base del progetto dimostrativo un effetto moltiplicatore all'interno del settore. L’implementazione e l'esperienza operativa verranno ottenute attraverso il monitoraggio del progetto pilota fino al 2015.

Marta Albè

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