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sistemi fotovoltaico realacciSistemi di accumulo per il fotovoltaico. Entro l'estate avremmo dovuto avere una regolamentazione chiara del settore ma da parte dell'Autorità per l'energia e del Gse non si è ancora mosso nulla.

A danno del fotovoltaico e delle altre rinnovabili non programmabili, che potrebbero beneficiare della possibilità di accumulare l'energia prodotta in eccesso e metterla a disposizione per i momenti in cui ce n'è bisogno.

A denunciarlo, ancora una volta, è stato il Presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci che la scorsa estate aveva presentato una prima interrogazione parlamentare insieme all'on. Chiara Braga per spingere il Governo a facilitare e regolare l'integrazione delle batterie per lo storage delle energie rinnovabili nel sistema elettrico, contribuendo a garantire la sicurezza e l'efficienza del sistema.

Le fonti rinnovabili più prossime al raggiungimento della grid parity e più idonee alla generazione distribuita sono proprio quelle non programmabili, e in particolare fotovoltaico ed eolico: proprio per questo, il Governo, con i decreti legislativi n. 28 e 93 del 2011, ha introdotto le prime misure per promuovere e disciplinare l'utilizzo dei sistemi di accumulo, rafforzandole e precisandole poi opportunamente, con l'ultimo decreto di disciplina degli incentivi al fotovoltaico (DM 5 luglio 2012),” si legge nel testo della prima interrogazione.

Ma, nonostante le promesse, essa non ha ottenuto l'effetto sperato. Per questo l'on. Realacci ne ha inviato una nuova insieme alla collega Braga, questa volta al Ministero dello Sviluppo economico per sollecitarlo “ad acquisire al più presto la delibera di disciplina da parte del Comitato Elettrico Nazionale che determina i requisiti tecnici di accesso agli incentivi destinati alle rinnovabili per i sistemi di accumulo connessi in rete, a dare così piena attuazione alle previsioni del decreto ministeriale 5 luglio 2012 e dare maggiori certezze agli operatori di questo settore strategico per il futuro del nostro Paese,” spiega, definendo “inaccettabili” i ritardi sui sistemi di accumulo nel panorama italiano.

Dal canto suo, il Mise aveva fatto sapere che dopo l'emanazione delladelibera, avrebbe vigilato "affinché il GSE si attivi sollecitamente per la sua attuazione, adottando i conseguenti provvedimenti di dettaglio e le regole applicative necessarie per consentire l'ordinato sviluppo del settore e delle relative tecnologie, nel rispetto delle esigenze di corretta gestione degli incentivi".

Ma senza risultati come ha ribadito la nuova interrogazione:

"È importante ricordare che il citato limite dell’estate di quest’anno è ampiamente superato. Se il Ministro dello Sviluppo Economico voglia sollecitare e acquisire al più presto la delibera di disciplina da parte del CEI – Comitato Elettrico Nazionale - che determina per Legge i requisiti tecnici dei sistemi di accumulo connessi in rete affinché, per tramite del GSE, si dia piena attuazione alle previsione del DM 5 luglio 2012".

Per dare un'idea delle potenzialità del settore, spiega Realacci che solo nel mese di agosto il 45% della energia elettrica del nostro paese è stata prodotta usando fonti rinnovabili. I ritardi sono un vero e proprio boicottaggio nei confronti dell'autoconsumo, di fatto già penalizzato dallo Spalma incentivi, che secondo l'Epia sarebbe colpevole di “affossarlo”.

Nonostante i segnali positivi da parte dell'Italia, il nostro paese è ancora frenato. Non ci vuole molta fantasia per capire da cosa. Ma intanto paesi come la Germania ne stanno facendo uso dimostrandone le potenzialità, soprattutto per la diffusione del fotovoltaico.

Francesca Mancuso

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