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fotovoltaico india disputa usa wtoLo spalma incentivi è passato ieri al Senato lasciando scontenti coloro che si aspettavano modifiche migliorative dell'ultim'ora o ancora la cancellazione del discusso articolo 26 del dl Competitività.

La norma passerà all'esame della Camera, per essere convertita in legge entro il 24 agosto. E i tempi stretti lasciano il varco alla concreta richiesta della fiducia. Ecco i punti salienti emersi dal testo approvato ieri in Senato.

In primo luogo la rimodulazione della tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli impianti di potenza nominale superiore a 200 kW. A partire da gennaio 2015, tale tariffa sarà modificata a scelta dell'operatore, che potrà scegliere tra le seguenti opzioni da comunicare al GSE entro il 30 novembre 2014.

Spalma incentivi per 24 anni

La tariffa viene erogata per 24 anni, a partire dall'entrata in esercizio degli impianti ed è ricalcolata in base alla percentuale di riduzione indicata nell'apposita tabella del decreto.

Spalma incentivi per 20 anni

La tariffa è rimodulata anche nel caso in cui si scelga un'erogazione ventennale degli incentivi, così organizzata. In un primo periodo, chi sceglierà questa opzione avrà un incentivo ridotto rispetto all'attuale, mentre in un secondo periodo, l'incentivo sarà incrementato in ugual misura. Quali saranno le percentuali di rimodulazione? A stabilirle sarà il Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro il 1º ottobre 2014 in modo da consentire, nel caso di adesione, un risparmio di 600 milioni di euro all’anno per il periodo 2015-2019, rispetto all’erogazione prevista con le tariffe vigenti.

Spalma incentivi per 20 anni a tariffa ridotta

La tariffa è ridotta di una quota percentuale dell'incentivo riconosciuto alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, per la durata residua del periodo di incentivazione, secondo le seguenti quantità:

1) al 5 per cento per gli impianti da 200K w a 500 K w;

2) al 7 per cento per gli impianti da 500Kw a 900 Kw;

3) al 9 per cento per gli impianti di potenza nominale superiore a 900 Kw.

Inoltre, si legge nel testo del decreto che “i soggetti beneficiari di incentivi pluriennali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili possono cedere una quota di detti incentivi, fino ad un massimo dell'80 per cento, ad un acquirente selezionato tra i primari operatori finanziari europei”.

Oneri di sistema

Piccola modifica anche per gli oneri di sitema, per i quali l'Autorità per l’energia elettrica e il gas dovrà destinare l'eventuale differenza tra il costo annuale degli incentivi acquistati dall’acquirente e l'importo annuale per la riduzione della componente A3 degli oneri di sistema.

"Per ridurre i danni dello spalmaincentivi il Parlamento sperimenta infatti un pasticcio, che non corregge il vulnus di fondo che è l’affondo sulla retroattività e quindi i ricorsi arriveranno a pioggia, sia da operatori nazionali sia internazionali che esporranno lo Stato Italiano a probabili risarcimenti miliardari," è stato il commmento di Francesco Ferrante, esponente di Green Italia. "Il Governo fa finta di non vedere che la toppa è peggiore del buco, perché al netto del gioco delle tre carte sui cui ci si è esercitati rimane il fatto che si è calpestato la certezza del diritto nazionale e internazionale e la credibilità del Paese nei confronti degli investitori italiani e stranieri".

Per leggere il testo completo del decreto aggiornato alla seduta di ieri clicca qui

Francesca Mancuso

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