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immagineSpalma incentivi, chi sperava in un cambio di rotta resterà deluso. Il Governo ha scelto di ignorare il grido di allarme delle rinnovabili, e del fotovoltaico in particolare, proseguendo dritto verso una misura che presenta seri dubbi di costituzionalità, come sottolineato anche dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida.

E che introduce pesanti modifiche peggiorative aventi palesi effetti retroattivi, ledendo l'affidamento degli operatori nella certezza e stabilità del regime incentivante. Alla pericolosità dell'intervento sugli incentivi al fotovoltaico, si aggiunge anche la sua sostanziale scarsa utilità, se si considera che i benefici che si otterrebbero sulla bolletta delle PMI sarebbero estremamente limitati a confronto con i costi per il sistema Paese.

Il decreto è stato appena annunciato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, insieme alla collega dello Sviluppo economico Federica Guidi, in una conferenza stampa, anche se si resta in attesa del testo formale. Prevede misure varate dal governo per non meno di 3 miliardi di euro "a favore di imprese e famiglie": un miliardo e mezzo - disposti tra decreto legge e successivi decreti attuativi - di tagli alle bollette e un altro miliardo e mezzo di incentivi fiscali agli investimenti produttivi e alla capitalizzazione d'azienda.

SPALMA INCENTIVI - "Revisione dei maxi incentivi al fotovoltaico". È questo il titolo del paragrafo presente nella nota piena di entusiasmo del Mise che presenta lo spalma incentivi.

"Il decreto non penalizza il fotovoltaico ma attenua i colossali incentivi (oltre 6 miliardi di euro l'anno per un ventennio) erogati a favore dei grandi operatori con la stessa logica che ha portato a far pagare di più chi ha ricevuto di più, ad esempio negli investimenti finanziari speculativi (la recente maggiorazione della ritenuta sulle plusvalenze realizzate in Borsa)", dice il ministero, dimenticando, però, che gli speculatori ormai dall'Italia se ne sono andati tempo fa.

Gli interventi, si legge ancora, "toccano soltanto gli 8.600 soggetti (su un totale di 200.000 operatori) che percepiscono il 60% degli incentivi e che potranno optare per una erogazione in 24 anni anziché 20 (con contestuale sostegno creditizio) oppure per una equivalente autoriduzione degli incentivi erogati su 20 anni".

I titolari di impianti > 200 kW saranno chiamati a optare per un'erogazione dell'incentivo su 24 anni (piuttosto che su 20 anni), ovvero per una riduzione di ammontare equivalente all'incentivo, erogato su 20 anni. Nel caso di allungamento a 24 anni sarà possibile beneficiare di provvista dedicata o di garanzia CDP. Gli operatori potranno scegliere di rifiutare la rimodulazione, perdendo il 10% dell'incentivo.

Le "altre misure", per ora non dettagliate dal Mise, comprendono, anche l'attuazione spalmatura per rinnovabili non FV. Dopo tanto fiele, un po' di miele: arrivano semplificazioni a favore dei piccoli produttori, tra cui l'introduzione di un modello unico per le comunicazioni, la riduzione dei documenti da presentare, la liberalizzazione degli impianti sui tetti di edifici non vincolati.

Ecco come Renzi ha voluto rispettare la sua promessa di ridurre del 10% i costi delle bollette elettriche per le piccole e medie imprese. Danneggiando il fotovoltaico italiano, mentre il resto del mondo si avvia verso un'economia low carbon.

Persino il numero 1 di Enel, Francesco Starace, oggi alla presentazione del "World energy investment outlook" dell'Agenzia internazionale per l'energia, ha sottolineato come sia importante "non togliere da una parte per mettere dall'altra, no a cambi retroattivi perché in questa industria il costo del capitale aumenta e bisogna avere certezze delle regole per non entrare in una spirale pericolosa. La retroattività in questo campo va combattuta come la peste".

"Il provvedimento ha come obiettivo una maggiore equità nella bolletta: vengono eliminati privilegi particolari che si erano accumulati nel tempo e che pesavano sulla collettività", spiega il Mise. Ma i privilegi concessi spesso alle fossili, quelli, quando saranno colpiti? Domanda retorica. L'unica certezza è che abbiamo un provvedimento che non considera le conseguenze disastrose per gli operatori e i lavoratori, per l'ambiente e la salute dei cittadini. Cambiano i Governi, ma non le scelte contro le fonti rinnovabili.

Per vedere le slides di presentazione della misura clicca qui

Roberta Ragni

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